Unaproa: Davide Vernocchi lascia la presidenza
Davide Vernocchi racconta: "Esco da questa esperienza con la massima serenità, nella consapevolezza di aver svolto il mio ruolo in piena buona fede, con professionalità e con la diligenza del buon padre di famiglia. Unaproa necessitava prima di tutto di un riequilibrio tra entrate e uscite, dopo che la riforma della OCM (Organizzazione Comune di Mercato) Ortofrutta ha fortemente decurtato gli introiti di denaro pubblico a beneficio dell'organizzazione. Si pensi che fino a 4-5 anni fa questo tipo di introiti rappresentava l'80% delle entrate, ma oggi la realtà è ben diversa. Le entrate dei soci sono sufficienti a coprire solo 1/3 dei bisogni e dunque una ristrutturazione era non solo auspicabile, ma inevitabile".
"In questo caso, tuttavia - prosegue Vernocchi - la difficoltà maggiore non è stata quella di analizzare e ponderare le voci di bilancio, ma quella di veicolare un nuovo approccio al sistema mercato e una nuova visione della mission aziendale. Il percorso delle imprese agricole, oggi come oggi, è un percorso in salita, nel quale sono paganti fattori di competitività, razionalità e capacità reattiva e proattiva di fronte alle sfide che competizione e crisi dei consumi ci impongono. Ragionare ancora nell'ottica di un forte sostegno da parte della mano pubblica è, a mio avviso, anacronistico e rischia di offuscare quegli elementi di positività che invece connotano Unaproa nel suo insieme".
"Non dimentichiamo infatti - sottolinea Vernocchi - che Unaproa è una realtà unica, forte della presenza di ben 149 OP, molto eterogenee tra loro. Questa poliedricità potrebbe oggi rappresentare proprio l'elemento a valore aggiunto dell'Unione, laddove si puntasse a sinergie di stampo commerciale. Il mio solo rammarico, pertanto, è dovuto all'impressione che ho tratto dal confronto con l'Assemblea dei Soci, durante la quale il piano di riassetto da me proposto non è stato valutato nel merito, punto per punto, bensì respinto pregiudizialmente in un'ottica di conservazione dello status quo. E soprattutto in virtù della richiesta, proveniente da alcuni soci, di arrivare ad un precipitoso rinnovo della governance, un rinnovo che certo non mi sembra funzionale all'urgenza di mettere in atto un piano di riassetto per l’Unione".
Davide Vernocchi conclude: "Personalmente, chiudo la parentesi di questa esperienza così come l'avevo aperta: in uno spirito di servizio e di collaborazione costruttiva, di cui continuerò a dare prova nel mio ruolo di Consigliere Unaproa. Non sono certo un uomo attaccato alle poltrone, anche perché, fortunatamente, vivo di altro e cioè del fare impresa nella cooperazione".