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Il Radicchio di Chioggia entra ufficialmente nel registro UE delle IGP

Via libera definitivo dall'Unione europea all'iscrizione del Radicchio di Chioggia nel registro europeo dei prodotti ad indicazione geografica protetta (IGP).

Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea (18 ottobre - L277) per il prodotto Veneto arriva la tutela comunitaria definitiva che andrà ad aggiungersi alle 173 specialità alimentari italiane che hanno già avuto il riconoscimento su un totale comunitario di circa 800.

Diverranno tre, ricorda la Coldiretti, i radicchi italiani, tutti coltivati in Veneto, difesi da imitazioni. Gli altri due sono il Radicchio rosso di Treviso IGP e il Radicchio variegato di Castelfranco IGP. Il "Radicchio di Chioggia", ricorda l'organizzazione agricola, ha proprietà diuretiche e digestive e, a differenza di quello di Treviso, ha una forma rotonda, che richiama quella di una rosa: di qui l'appellativo "Rosa di Chioggia".

Le colture destinate alla produzione del Radicchio di Chioggia nelle due tipologie precoce e tardiva devono essere costituite da piante della famiglia delle Asteraceae, genere Cichorium, specie intybus, varietà silvestre. La zona di produzione del Radicchio di Chioggia, tipologia tardivo, ricade in alcuni comuni delle province di Venezia, Padova e Rovigo; quello precoce viene prodotto all'interno dei comuni litoranei di Chioggia e Rosolina.


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