Un nuovo metodo di conservazione allunga la shelf-life delle susine cino-giapponesi

Le varietà di susine sono suddivise in due grandi famiglie: quella delle susine cosiddette "europee" e quella delle "cino-giapponesi". Le seconde sono le più largamente prodotte e diffuse al mondo, mentre le prime vengono spesso impiegate per la produzione di prugne secche.

Uno dei punti di debolezza di questi prodotti è la delicatezza e la conservabilità molto breve, cosa che ne impedisce le esportazioni su lunghi tragitti. Le susine cino-giapponesi, per esempio, possono essere conservate in magazzino soltanto per un periodo di 3-5 settimane dopo il momento della raccolta. Da molti anni, perciò, al fine di allungare la shelf-life di questi prodotti, scienziati e ricercatori sono al lavoro per mettere a punto varie tecniche di stoccaggio e conservazione, incluse applicazioni di calcio prima della raccolta, trattamenti a caldo post-raccolta, stoccaggio a freddo o in atmosfera modificata, etc. con risultati però soltanto sporadici e non risolutivi.

Ora, però, una docente (Zora Singh) e un ricercatore dottorando (Ahmad Sattar Khan) dell'Istituto di Orticoltura dell'Università di tecnologia a Perth (in Australia Occidentale) hanno pubblicato uno studio su una nuova tecnica di conservazione applicata ad una varietà di susina cino-giapponese (Prunus salicina Lindl. cv.Tegan Blue). Lo studio, pubblicato sul "Journal of the AmericanSociety of Horticultural Science", mostra gli effetti combinati derivanti dall'impiego di confezioni ad atmosfera modificata (MAP) e dell'applicazione di una sostanza fumigante (1-MCP - 1-metilciclopropene).

Il sistema offre un allungamento della conservabilità dei frutti, variabile però a seconda delle condizioni di stoccaggio e del tipo di film plastico utilizzato nelle confezioni ad atmosfera modificata. La conclusione dello studio è che "la combinazione di MAP e 1-MCP si rivela efficace nella riduzione della biosintesi di etilene, responsabile della maturazione e decadimento dei tessuti vegetali. Le susine sottoposte al trattamento risultano conservabili in cella frigorifera fino a sette settimane, cui seguono ulteriori otto giorni di maturazione senza effetti compromettenti per la qualità del prodotto".

Fonte: huliq.com


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