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Brasile: presto bioetanolo di seconda generazione dagli scarti agricoli

Entro un anno e mezzo il cosiddetto etanolo di seconda generazione, ricavato da qualsiasi residuo vegetale e quindi a basso costo, sarà pronto ad entrare in commercio ed essere esportato. Lo ha annunciato a Brasilia Pedro Luiz Fernandes, presidente per l'America Latina della Novozymes, l'impresa danese che sta sviluppando assieme al Centro statale di Tecnologia della Canna da zucchero (Ctc) brasiliano la formula per ottenere etanolo dai residui di canna da zucchero, mais, grano, soia e segatura.

"Siamo già arrivati a quello che possiamo definire la 'mistura ottima', la formula ideale per estrarre glicosi dal materiale cellulosico - ha dichiarato Fernandes, secondo il quale l'etanolo di cellulosi sarà molto meno caro di quello attuale. "Con la quantità di biomassa di cui dispone, il Brasile sarà il player mondiale del futuro in questo tipo di combustibile - ha aggiunto il dirigente della Novozymes, maggior produttore mondiale di enzimi industriali - Con questa tecnologia, nella quale siamo all'avanguardia nel mondo, il Brasile potrà triplicare la produzione di etanolo, senza bisogno di occupare nuove aree agricole. Basterà utilizzare i resti della produzione agricola attuale. I residui di canna da zucchero, per esempio, contengono ancora un terzo dell'energia potenziale della pianta".

La Petrobras, l'azienda statale del petrolio brasiliana, ha già siglato un accordo con Novozymes e Ctc per la commercializzazione dell'etanolo di seconda generazione.

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