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Piemonte: tempo di bilanci per la campagna pesche e nettarine

E' già tempo di primi bilanci per la campagna piemontese di pesche e nettarine. Ultimate le operazioni di raccolta, anche quelle delle varietà più tardive, i frutticoltori sembra guardino con speranzosa soddisfazione agli esiti della commercializzazione dei loro prodotti.

Dopo il già annunciato calo di produzione, in parte dovuto al gelo, a peggiorare le cose si era messa la pioggia, che in tarda primavera aveva fatto pensare al peggio, e i violenti temporali di grandine e vento che, in alcune aziende, hanno letteralmente decimato la produzione. Ora, fatta eccezione per le aziende direttamente colpite dagli eventi atmosferici, per gli altri il calo produttivo, che ha accomunato al saluzzese tutti gli areali produttivi europei, ha significato un mercato più ricettivo e, per la regola della domanda e dell’offerta, prezzi soddisfacenti. Questo almeno nella prima parte della campagna, con un peggioramento delle condizioni di mercato nelle ultime settimane, più negativo di quanto tradizionalmente accade dopo ferragosto. Nel complesso, il giudizio sulla campagna appare comunque soddisfacente.

"La produzione è stata inferiore alla media, ma di buona qualità, nonostante le abbondanti piogge primaverili – conferma Michele Quaglia, presidente di zona della Coldiretti – ci aspettiamo un giusto riconoscimento economico per i nostri produttori". Secondo le stime, in provincia di Cuneo sono state prodotte quest’anno circa 97.000 tonnellate di pesche e nettarine (rispetto alle 118.000 dello scorso anno), di cui circa 83.000 nell’area saluzzese.

L’analisi che giunge dalle organizzazioni di produttori non si discosta molto dalle considerazioni della principale associazione di categoria. "Quest’anno le produzioni sono state inferiori di circa il 20% rispetto all’anno scorso – dicono dall’ufficio commerciale di Asprofrut - la pioggia e l’umidità che hanno contraddistinto la nostra primavera, hanno reso difficile la conservazione in un contesto di scarsi consumi, dovuto probabilmente alla crisi economica. Ciò nonostante, i prezzi sono in media più elevati rispetto allo scorso anno, nonostante il consueto calo della seconda metà di agosto".

"Il calo produttivo è stato rilevante nel prodotto da industria – dice il direttore della Lagnasco Group, Gianmatteo Baralis – per il fresco la campagna era partita con prezzi superiori anche del 15% rispetto alla media dello scorso anno, per poi assestarsi alla pari, per il calo di richiesta che ha contraddistinto le ultime settimane. Ora sembra in ripresa, non solo per pesche e nettarine, ma anche per prugne e mele estive, nella loro fase iniziale di commercializzazione".

"Il finale di campagna è stato più negativo di quanto ci aspettassimo – commenta Romualdo Riva di Ortofruit Italia – forse a causa di un periodo di commercializzazione che si amplia sempre di più, con lo spostamento dei consumi su mele, uva e susine. In sintesi una campagna buona, ma con il finale non esaltante".

Nessuno si sbilancia sui prezzi, data la variabilità di pezzature e varietà: il riferimento è la Commissione prezzi della Camera di Commercio che, nell’ultimo rilievo della scorsa settimana, indicava un prezzo all’ingrosso del prodotto confezionato da 0,83 a 1,20 il chilo per le pesche e da 0,82 a 1,05 per le nettarine.

Fonte: corrieredisaluzzo.it

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