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Ottima la crescita dei consumi per l'ortofrutta

Il biologico italiano sotto i riflettori

L'Italia, prima nazione in Europa per superfici e numero di operatori impegnati nell'agricoltura biologica, continua a mantenere il suo primato: a dicembre 2007 risultano, dai dati del Sinab - Sistema di Informazione nazionale sull'agricoltura biologica - 50.276 operatori che producono, preparano e commercializzano i prodotti biologici (con un leggero calo rispetto all'anno precedente di 1,5 punti percentuali), mentre le superfici su cui viene praticata l'agricoltura biologica registrano un leggero aumento (+0,2% rispetto all'anno precedente) raggiungendo quota 1.150.253 ettari: una superficie che rappresenta circa l'8% del totale della Sau nazionale.

I consumi continuano a crescere (+10% nel 2007 e +6% nel primo semestre 2008), Nel settore dei prodotti confezionati, l'impennata più vistosa nei consumi riguarda proprio l'ortofrutta: +25,2% nel 2007 e +18,4% nel primo semestre del 2008. Il 45% degli acquisti di prodotti bio avviene nei supermercati e ipermercati, il 26% nei negozi specializzati, il 9% nella vendita diretta e il 20% da parte dei gruppi d'acquisto solidali e nel dettaglio tradizionale.

Il fatturato annuo della grande distribuzione derivante da prodotti biologici supera i 400 milioni. Tra i 200 e i 250 milioni di euro è compreso quello della ristorazione collettiva (in gran parte mense scolastiche), mentre supera gli 800 milioni di euro l'export.

Presso le organizzazioni agricole, se da una parte c'è soddisfazione per l'aumento degli acquisti delle famiglie, dall'altra c'è preoccupazione per una situazione produttiva che inverte la tendenza e registra un calo (-5%) delle superfici certificate e degli operatori (-2%), che oggi rappresentano il 3%. Un quadro determinato da una scarsa attenzione nei confronti del biologico, sia a livello centrale che regionale. Da qui l'esigenza di politiche e di interventi incisivi per ridare slancio al settore. "Se non si inverte questo trend - avverte la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) - si corre il pericolo che il "bio made in Italy" non riesca più a soddisfare la richiesta dei consumatori e che sulle nostre tavole arrivino prodotti dall'estero".

Fonte: agi.it

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