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Lo spettro di un aumento dei prezzi si aggira nel mercato

Centro Agroalimentare di Roma: il blocco dei Tir nuoce ai grossisti

Negli ultimi due giorni, la cosiddetta "rivolta dei Tir" ha fortemente ridotto il quantitativo di merci in arrivo (soprattutto dal Sud) e in partenza per e da il Centro Agroalimentare Roma (Car). Solo nella giornata di lunedi il volume delle merci si è ridotto del 20%. Le attività sono comunque proseguite, benché rallentate.

L'amministratore delegato della società di gestione del Car segnala che "le inevitabili tensioni nascenti sui prezzi dei prodotti che iniziano a scarseggiare sono fenomeni che stanno danneggiando gravemente le aziende grossiste della cosiddetta "Città dei commerci". Alcune lamentano già una riduzione del giro di affari calcolabile intorno al 50% dei consueti volumi di transazioni."

A quanto risulta all'Ufficio Studi del Centro Agroalimentare Roma, non ci sarebbero le condizioni né le motivazioni per scatenare una corsa ad aumenti generalizzati dei prezzi al consumo. E, in linea con i suggerimenti che l'Antitrust ha rivolto di recente a poli agroalimentari come il Car, Cargest è pronta a mobilitare i suoi tecnici e i suoi funzionari per monitorare i prezzi ortofrutticoli al dettaglio.

"Finora – sottolinea comunque l'amministratore delegato di Cargest – solo la diminuita disponibilità dei prodotti meridionali potrebbe dettare qualche riallineamento dei prezzi al dettaglio, ad esempio, dei pomodori, dei peperoni e delle melanzane della Sicilia."

Fonte: Car

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