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Nuova Zelanda: estrarre antiossidanti dai semi dell’uva

Un team di ricercatori neozelandesi, riunito nella New Zealand Extracts, ha avviato due anni orsono un’indagine volta a trasformare gli scarti dell’uva, in particolar modo i semi, in un potentissimo prodotto antiossidante.

Generalmente, frutta e verdura fresca come cavolini di Bruxelles o broccoli contengono notoriamente elevati livelli di sostanze antiossidanti, fondamentali nel contrasto ai danni che i radicali liberi provocano alle cellule del nostro organismo.

Il direttore della ricerca Glenn Vile spiega che adesso gli scienziati stanno estraendo un potente antiossidante dagli scarti della lavorazione vitivinicola, in particolare dai semi dell’uva. Lo smaltimento dei semi dell’uva è sempre stata una voce di costo per le aziende, dovendo i semi essere trasportati in discarica o trasformati in cibo per l’alimentazione animale.

Pigiatura dell'uva


“Soltanto a Marlborough, in Nuova Zelanda – spiegano I ricercatori – l’industria vitivinicola produce qualcosa come 20 – 30.000 tonnellate di scarti d’uva”

Il procedimento messo a punto dalla New Zealand Extracts utilizza l’acqua per estrarre le sostanze antiossidanti dai semi dell’uva. L’estratto, commercializzato sotto il nome Oxi-fend Vinanza, ha già trovato alcune applicazioni di tipo alimentare (in fiocchi d’avena) e cosmetico. Anche una primaria azienda farmaceutica britannica si è detta interessata all’estratto d’uva.

Differentemente da altre aziende statunitensi, francesi e italiane che hanno sviluppato estratti salutari dai semi dell’uva, il prodotto neozelandese non ricorre ad un processo chimico di estrazione.

Fonte: stuff.co.nz

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