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Cuneo: vademecum della frutta locale

È in fase di distribuzione il volume, dal titolo "La bella e buona frutta della Granda", sulla produzione frutticola della provincia di Cuneo (Piemonte), che ha già ottenuto o aspira alla tutela a livello europeo.

La pubblicazione, a cura dell'Ufficio studi della Camera di Commercio, in collaborazione con il "Tavolo interprofessionale di filiera ortofrutticola", disegna il profilo di una provincia che porta avanti, nel settore, scelte coraggiose e molto articolate, che si adegua costantemente ai tempi, opera in un sistema di massima specializzazione e ospita al suo interno uno dei centri di ricerca più avanzati, il CReSO (Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese).

Nelle pagine patinate, corredate da splendide immagini fotografiche, con testi tradotti in tre lingue, sfila una produzione di alta qualità che ha in pesche, mele, fragole, piccoli frutti, nocciole e castagne i suoi punti di forza. Alcune delle voci considerate già si fregiano dell'IGP (Indicazione geografica protetta), altre sono appena approdate al riconoscimento, altre ancora riprenderanno con grinta un percorso che proprio in queste settimane ha fatto registrare un rallentamento.

L'obiettivo dell'Indicazione geografica protetta, capace di far associare la frutta al territorio, è oggi realtà per la nocciola e per la castagna, due voci profondamente radicate in collina (l'habitat ideale è l'alta Langa) o nella fascia pedemontana e valliva. Per la prima i dati citano una superficie di 9.500 ettari, suddivisa in 204 comuni ed una raccolta annua media sulle 7.000 tonnellate. La seconda, su un'area di 8.539 ettari, assicura quantitativi valutati intorno alle 8000 tonnellate all'anno.

Diversa la storia della mela rossa che, in molti casi, ha eroso spazi dedicati alla Golden Delicious e si è fatta apprezzare, oltre che per il sapore e le caratteristiche organolettiche, anche per la splendida coloritura, agevolata dall'escursione termica tra giorno e notte. Attualmente la superficie interessata, suddivisa in 58 comuni della Granda, cui se ne aggiunge una ventina nel torinese, è di 1.800 ettari, con una produzione di 70.000 tonnellate annue.

Riconfermato il peso nell'economia locale anche per la fragola, presente in 107 comuni cuneesi per un totale di 50 ettari ed un totale raccolto di 900 tonnellate.

La pubblicazione dedica spazio anche ai piccoli frutti, assortimento raffinato di fragole di bosco, ribes, lamponi, mirtilli e more, regalati da coltivazioni specializzate o reperiti nel sottobosco. Sono un tesoro, apprezzato e ricco di profumi, del fondovalle cuneese, capace di dare un tocco di unicità a macedonie, torte, gelati e confetture. L'area interessata è valutata in 290 ettari e la produzione in 2.200 tonnellate annue.

"La nostra - commenta il presidente della Camera di Commercio, Ferruccio Dardanello - è una frutticoltura d'eccellenza, che dall'ottenimento dell'IGP conta di trarre un ulteriore valore aggiunto, meritato e ambito".

Fonte: cuneonotizie.com

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