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Emilia Romagna: risultati di un progetto per il monitoraggio della catena del freddo

Il controllo della catena del freddo è uno dei problemi più complessi da garantire per chi opera nella distribuzione alimentare. I frequenti sbalzi di temperatura ai quali sono costretti i prodotti ortofruttoli nel percorso che, dopo lo stoccaggio post-raccolta, li porta sui bancali dei supermercati spesso rischiano infatti di compromettere la loro completa integrità. Da questo specifico punto di vista, però, la tecnologia Rfid (etichette a radiofrequenza, dette anche radiotag) può rivelarsi una risorsa significativa per garantire meglio la bontà di frutta e verdura.

Progetto Cold Chain Pilot
Di recente si è concluso in Emilia il Cold Chain Pilot, un progetto pilota che, per la prima volta, grazie all'utilizzo di tag e lettori, è riuscito a monitorare in modo continuo e automatico la temperatura di una derrata nel corso dell'intera catena logistica frutticola post-raccolta.

La sperimentazione – finanziata dalla Regione Emilia Romagna – è inserita nell’ambito delle attività previste dal progetto Frutticoltura Post ed è stata presentata da Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali). Partner dell'iniziativa l'Rfid Lab dell'Universtà di Parma, Apo Conerpo, Nordiconad e Di.Tech.

Modalità di sperimentazione
Lo scopo del progetto era la verifica costante della freschezza di una partita di ciliegie, nel corso di tutti gli anelli di filiera, dalla cooperativa di produzione ai magazzini della catena distributiva, ai punti vendita degli esercizi commerciali.

Oltre 200 tag – forniti da Montalbano Technology – hanno proceduto alle rilevazioni (realizzate con una frequenza di cinque minuti) e alla loro memorizzazione in un database. Il processo è durato circa due mesi e si è concluso col trasferimento di tutti i dati ricavati nel sistema di elaborazione dell’Università degli studi di Parma, dove sono stati successivamente rielaborati.

Risultati
Rispetto alla tecnologia impiegata abitualmente - quella della rilevazione a campione tramite data logger (un approccio, tuttavia, costoso, condotto con strumentazioni spesso ingombranti e che consentono solo verifiche saltuarie e, per questo, non particolarmente indicative) - l'Rfid ha dimostrato di garantire controlli continui e condotti in maniera automatica su tutta la partita di frutta, dal momento dello smistamento delle ciliegie da parte dell'azienda agricola di produzione fino alla vendita dell'ultima vaschetta nei supermarket.

Dall'elaborazione dei dati è emerso che le temperature a cui la merce è sottoposta variano, ma in modo meno drammatico di quanto si potrebbe pensare. La fase più critica è risultata essere, un po' a sorpresa, non quella del trasporto, ma quella dello stazionamento della merce nel centro di distribuzione.

L'applicazione dell'Rfid ha permesso di tenere sotto controllo l'intero processo e potrà servire in futuro a intervenire in maniera mirata sui singoli anelli della catena.

Fonte: rfiditalia.com

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