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Il limone senza semi LEMOX®*: la scheda



Origine: Ibrido triploide ottenuto dall’incrocio dell’ibrido 1952-36B-69 (Limone Femminello x Pera del commendatore) (2x) x limone doppio Lentini (4x), costituito e brevettato dai ricercatori del CRA-ISAGRU di Acireale (CT) Giuseppe Reforgiato Recupero, Giuseppe Russo e Santo Recupero.

Albero di medio sviluppo, con portamento espanso, presenta numerose spine di dimensioni medie. Frutto di forma ellittica, buccia a grana fine, di colore giallo a maturazione, totalmente apireno (senza semi).

Epoca di maturazione precocissima, la raccolta inizia a partire dalla prima decade di ottobre, quando la maggior parte dei frutti raggiunge il peso medio di 120 g.

Giudizio di insieme. Il Lemox®*, totalmente apireno, può essere considerato il primo ibrido con caratteristiche del frutto molto simili a quelle del vero limone. La pianta manifesta suscettibilità al "Mal secco", si sconsiglia la coltivazione nelle aree in cui l’agente patageno (Phoma tracheiphila) è presente a livelli endemici.


Foto sopra: la raccolta del "Lemox" inizia a partire dalla prima decade di ottobre, quando la maggior parte dei frutti ha superato il peso medio di 100-120 g. Nella prima fase dell’epoca di raccolta, a causa dell’assenza di freddo, i frutti non presentano una buccia totalmente "deverdizzata". Foto sotto: giovane impianto (al primo anno) di "Lemox" realizzato su terreno "baulato" con piante provenienti dai vivai del Consorzio Vivaisti Lucani, presso l’azienda agricola "De Angelis" in agro di Fondi (Latina).


Foto sotto: si sconsiglia la coltivazione del "Lemox" nelle aree in cui l’agente patogeno del "Mal secco" (Phoma tracheiphila); in foto i sintomi dell’infezione, è presente a livelli endemici. Potrebbero essere efficaci, ma non del tutto risolutivi, metodi di lotta preventiva di tipo chimico, impiego di prodotti rameici, e tipo agronomico, finalizzati a ridurre le cause predisponenti l’attacco. Occorre evitare l'irrigazione a pioggia soprachioma, che faciliterebbe la diffusione del patogeno, proteggere le piante da vento, freddo e grandine. Inoltre è necessario ricorrere ad una potatura frequente, ma contenuta (per non stimolare l’emissione di germogli vigorosi che ritarderebbero l’entrata in produzione), bruciare le parti infette e limitare le concimazioni azotate.


Data di pubblicazione:



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