Produce 20.000 limoni all'anno, secondo le tecniche tradizionali

Gargnano (BS): rifiorisce l'ultima limonaia

Un agrumeto che risale al XVI secolo, mantenuto ancora in perfetto stato di conservazione dal proprietario, Giuseppe Gandossi, risultando uno dei pochissimi ancora in piena efficienza sul Garda, con i suoi 20.000 limoni annui prodotti. Questa, in sintesi, la storia della limonaia "La Malora", sita a Gargnano (BS), il cui nome deriva dal rio della Malora, un ruscello che scorre a fianco della struttura e che un tempo alimentava le ruote dei mulini della zona a monte del borgo di Gargnano.

Considerando la notevole importanza documentale della struttura, Gandossi si è sempre prestato volentieri a guidare su prenotazione i visitatori (0365 71840). La guida è gratuita e si viene accompagnati tra le "còle" (le terrazze coltivate) con i racconti e gli aneddoti del proprietario, imparando a conoscere il significato di strani riferimenti dialettali come i pilàster, i sparadòss, le filarole e il gremiàl, un recipiente in pelle d'asino usato per la raccolta dei limoni.

Nel magazzino degli attrezzi (il casèl) ci si imbatte negli utensili del mestiere circondati da gerle di svariate dimensioni, testimonianze di un lavoro, quello della coltura del limone, che a partire dal XIII secolo fino alla fine dell'800, ebbe uno straordinario sviluppo sulla sponda occidentale del lago di Garda. Per la delicatezza della coltura, d'inverno la limonaia deve essere coperta con assi in legno e pareti mobili dalle ampie vetrate. A primavera le travi vengono smontate.

"Col passare degli anni - racconta Gandossi - la cura e la manutenzione della struttura sta diventando problematica. Fortunatamente mi danno una mano mio figlio Fabio e alcuni amici a tener viva questa passione".

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