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L'esperienza di un'azienda georgiana allo scoppio della crisi nel Mar Rosso

"Spedizione di kiwi riprogrammata con successo"

L'azienda georgiana Nergeta ha iniziato a coltivare kiwi vicino alla costa del Mar Nero nel 2011. Nel giro di due anni, ha creato un frutteto di 20 ettari e costruito un magazzino refrigerato e un impianto di confezionamento. Le prime spedizioni di prova sono state commercializzate in una catena di vendita al dettaglio tedesca, ma l'azienda presto ha trovato il suo mercato principale: il Giappone.

"Il mercato giapponese rappresenta ora il 100% delle nostre esportazioni. È un mercato importante, perché è attento soprattutto al gusto e alla forma del frutto, e premia con prezzi più alti", spiega Konstantine Vekua, co-fondatore di Nergeta. "Il mercato europeo richiede troppe certificazioni, regolamenti e pratiche burocratiche, e paga meno".

Ma, secondo Konstantine, la sfida più grande nel servire il mercato giapponese è la logistica. "Poiché la Georgia non ha un porto in acque profonde e non è servita da grandi linee di navigazione, facciamo affidamento sui trasbordi via Pireo e Istanbul. Abbiamo imparato dai maggiori esperti di post-raccolta dei kiwi e implementato delle procedure per garantire la massima conservabilità possibile, che includono maturazione, raffreddamento, gestione dell'etilene, imballaggio corretto, ritenzione dell'umidità, giusto tipo di container, con le corrette impostazioni di raffreddamento e areazione".

Normalmente il tempo di transito tra la Georgia e il Giappone è di 60-65 giorni. Da novembre 2023, la Nergeta ha spedito tredici container in Giappone dal porto georgiano di Poti, sette dei quali hanno attraversato tranquillamente il Mar Rosso ma, il 17 dicembre, quando gli ultimi sei container (circa 75 tonnellate di kiwi verdi Hayward) si stavano avvicinando al porto di trasbordo del Pireo, l'azienda è stata informata che i container sarebbero stati deviati attorno al Capo di Buona Speranza, invece della consueta rotta lungo il Mar Rosso.

"Inizialmente è stato uno shock perché non avevamo certezze: quanti giorni in più ci vorranno? Saranno necessari trasbordi aggiuntivi? E se la compagnia di navigazione decidesse che la situazione nel Mar Rosso è tranquilla e reindirizzasse la nave da Gibilterra al Mar Rosso? e se poi succedesse qualcosa e decidesse di nuovo di fare il giro dell'Africa? Avremo la prossima nave disponibile o dovremo aspettare al Pireo per 3-4 settimane a causa delle interruzioni nella fornitura e nella disponibilità delle navi? Tutti questi dubbi si riassumevano in una sola domanda: cosa succederà alla frutta con 20 o addirittura 30 giorni in più per la spedizione?".

La decisione doveva essere presa in un giorno e la Nergeta e i suoi azionisti hanno fatto una checklist, il cui primo punto era verificare la consistenza dei kiwi provenienti dagli stessi lotti che erano nei container.

"Abbiamo conservato circa 200 kg di kiwi nel nostro magazzino refrigerato in Georgia e, dopo il controllo, la consistenza media è risultata essere di 4,6 kgf. Ogni container aveva diversi depuratori di etilene montati sugli ingressi dei sistemi di raffreddamento dei container, il che ci rassicurava. Ci siamo anche consultati con il nostro esperto post-raccolta neozelandese Nagin Lallu e, insieme, abbiamo deciso che era possibile sostenere almeno 30 giorni extra di transit-time. Perciò abbiamo deciso di accettare la proposta di reindirizzamento da parte della compagnia marittima CMA-CGM".

Alla fine ci sono voluti 25 giorni in più invece dei 60 previsti inizialmente. I container sono partiti il 29 novembre 2023 e sono arrivati a Tokyo e Kobe rispettivamente il 20 e 24 febbraio 2024. Nonostante l'affidabilità dei protocolli post-raccolta, non c'era alcuna garanzia che i kiwi sarebbero arrivati in buone condizioni, perché semplicemente non c'era alcuna esperienza precedente di spedizione di kiwi durata 85-90 giorni.

"Il 22 febbraio aspettavamo il feedback dei clienti e abbiamo ricevuto buone notizie: la consistenza era in media di 2,5 kgf, con un grado Brix fino a 17, e l'intera spedizione era accettata e commerciabile. In un certo senso siamo felici che sia accaduto tutto questo, perché se l'interruzione nel Mar Rosso non verrà risolta entro la prossima stagione, sappiamo cosa è necessario fare per sostenere un traporto di 90 giorni".

Per maggiori informazioni:
Konstantine Vekua
Nergeta ltd
+99 557 776 6752
[email protected]
LinkedIn: konstantinevekua

Data di pubblicazione: