Seminis - Monsanto scettica
Clause Italia scommette sul finocchio baby
Come anticipa a ItaliaOggi Mauro Gallerani, responsabile sviluppo di Clause Italia, società sementiera del gruppo francese Limagrain, il finocchio del futuro sarà baby, come quello che la compagnia si accinge a registrare e che per ora porta il nome provvisorio di CLX 4307.
L'obiettivo è quello di diffondere nel resto d'Europa il consumo di finocchi, oggi concentrato per il 90% circa in Italia (625.000 ton di produzione su un areale che l'Istat ha stimato in 25.000 ettari nel 2008).
"Abbiamo sviluppato una varietà - spiega Gallerani, - che con i suoi 100-150 grammi di peso è 4-5 volte meno grande del finocchio tradizionale ideale, da 400-500 g. Per tutto il resto, essa soddisfa i requisiti di qualità dell'omologo di normale dimensione, ossia bulbo bianco, rotondo, turgido, non spugnoso né fibroso, abbinandovi caratteristiche di dolcezza e aromaticità superiori alla media e l'ulteriore vantaggio di uno scarto minimo, in quanto il grumolo è completamente edule".
Il successo dei mini-ortaggi in Gran Bretagna, l'affermazione della IV gamma nel mondo occidentale e il ritorno della GDO a una maggiore segmentazione nel reparto ortofrutta per sostenerne le vendite, giustificano la fiducia di Clause di riuscire a valorizzare il baby finocchio, suggerendo alle grandi piattaforme distributive di proporlo alle catene della GD come una specialità, confezionato su vassoio, invece che sfuso, con una remunerazione per il produttore di 2,5-3 volte superiore a quella del prodotto standard.
La valorizzazione in termini economici del baby finocchio è però strettamente legata a un consumo del prodotto a crudo e oggi, con la
parziale eccezione della Francia, all'estero viene prevalentemente
utilizzato previa cottura.
Fortemente scettici sulle possibilità d'affermazione dei finocchi baby gli altri due player del mercato: Seminis, la divisione orticola di Monsanto Agricoltura Italia, e Bejo Italia, filiale nazionale dell'omonima azienda sementiera privata olandese.
"Da anni", evidenzia Angelo Diego Crucitti, crop specialist finocchio di Seminis, "abbiamo in assortimento ibridi mini da 80-100 g e midi da 180-250g, ma non decollano per lo scarso interesse degli operatori commerciali oltre che peri costi colturali nettamente superiori alle varietà standard. La raccolta, per esempio, dai 4 cent/kg del finocchio tradizionale sale ai 20 cent/kg nel mini".
"Il fatto che le orticole si paghino ancora a peso in Italia", osserva Massimo Della Pasqua, area manager Centro-Nord di Bejo Italia, "ostacola a nostro avviso il successo dei mini finocchi".
Data di pubblicazione: 12/05/2009
© 2010 FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.