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Uva da tavola: sulle vendite, dove vige la legge del piu' forte, stendiamo un velo pietoso
"Seguiamo tutto il ciclo produttivo della vite: dalla scelta delle piante (barbatelle) all'innesto varietale, dal germoglio all'accrescimento dei grappoli, dalla selezione al raccolto finale attraverso le varie fasi fenologiche, con particolare attenzione al minor impiego di fitofarmaci con l’applicazione della lotta integrata".
Nelle aziende è in pieno svolgimento la fase del diradamento manuale degli acini chiamato in gergo "acinellatura o acinino". Fase lunga e delicata in seguito alla quale l'uva assume un aspetto più omogeneo ed esteticamente quasi perfetto.
Con le avanzate tecniche di copertura dei tendoni con teli in polietilene per ottenere un anticipo o un posticipo della produzione, si dispone del prodotto da giugno a dicembre (condizioni climatiche permettendo).
A seconda delle zone climatiche, della vicinanza dal mare e della composizione del terreno è importante scegliere l’innesto di una cultivar adatta a produrre in determinati periodi e quindi la tecnica di copertura si differenzia a seconda della zona climatica.
"Disponiamo di 5 ettari di uva rossa con semi e senza semi e altri 2 di uva Italia. Da quest'anno, aumenteremo le superfici di uva seedless", dichiara il produttore. "Il taglio e il confezionamento dell'uva avviene direttamente sui campi al fine di non manipolare più volte il prodotto, in modo che la nostra uva conservi intatte le proprie qualità fino alla tavola del consumatore finale".
Collaboratori specializzati selezionano i grappoli, li sottopongono al primo controllo qualità scartando il prodotto non idoneo e li passano in consegna a chi prepara le confezioni, che esegue un ulteriore controllo. Lo stoccaggio e la conservazione della merce avviene in moderni magazzini con celle frigorifere di ultima generazione e sistema ad abbattimento rapido della temperatura, della capienza di oltre 1.400 quintali.
Da un punto di vista commerciale, è anche importante diversificare lo spettro di cultivar e i diversi periodi di raccolta per poter gestire il tutto in maniera efficace e poter vendere il prodotto al momento giusto. "Tendenzialmente, come piccola azienda agricola, cerchiamo di dividere il nostro prodotto a seconda della qualità e scegliamo ogni anno se venderla a grandi ditte di import-export le quali in genere consegnano a livello internazionale su mercati ben strutturati come Francia, Inghilterra (dove risultano soprattutto quotate le uve senza semi), Canada e Germania".
"Se il prodotto è di seconda scelta, generalmente viene destinato ai paesi dell'Est Europa. L'andamento dell’anno scorso è stato quasi formidabile. A discapito delle quantità (soprattutto per le cultivar di uva rossa), a causa delle grandinate di aprile, la qualità era eccezionale".
In termini di prezzi si è partiti lentamente, intorno ai 0,60 euro/kg fino al periodo di ottobre-novembre dove si sono toccati picchi di 0,90-1 euro/kg (ovviamente questi prezzi si riferiscono al prodotto ancora sulla pianta).
"Per quanto riguarda la vendita degli ultimi anni, a malincuore, c'è da stendere un velo pietoso. Spero vivamente che la situazione si sblocchi, perché di annate fortunate come l'anno precedente ce ne sono poche".
"Devo sottolineare come in questi ultimi anni parecchi sforzi siano stati fatti per migliorare, in termini di legislazione e tracciabilità del prodotto, le politiche di import-export nel panorama del mercato ortofrutticolo internazionale. A livello locale, però, vige la cosiddetta legge del più forte, il solito pesce grande che mangia il piccolo. La filiera ortofrutticola è spesso preda di commercianti che comprano e vendono senza capire il valore del prodotto. Solo unendo tutti i 'pesci piccoli', senza stupidi egoismi, si può tentare di cambiare le cose".
"Si cercano soluzioni più economiche, tecniche di reimpianto, re-innesto e rinforzo della struttura a tendone. Le spese di scasso, macinatura e costruzione di un nuovo impianto a tendone non sono più alla portata di tutti, quindi risultano un investimento da ponderare e riservato solo ai pochi che vogliono rischiare".
Data di pubblicazione: 23/07/2012
Autore: Maria Luigia Brusco
Copyright: www.freshplaza.it
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Commenti:
E' insindacabile giudizio della Redazione rimuovere i commenti che non rispettano la nostra poilicy, cosi' come e' pieno diritto degli intervistati mantenere il proprio anonimato. Non comprendiamo quindi quale sia il suo problema. La Redazione.
Rossella Gigli, Roma, Italy
- 24/07/2012 08:53:36
bisogna essere piu^ chiari negli articoli l' agricoltore ,commerciante si qualifichi essere in anonimo non e reale ,se dopo deve sparare a zero sul pesce grande , replicare anche i commenti , cominciamo da rosella gigli che rimuove dei commenti o offese , ma di che tipo
piero, foggia, italia
- 24/07/2012 08:45:31
Io direi che l'intervista e l'articolo sono tecnicamente molto scadenti. Sembra quasi che alla pochezza dell'intervista siano stati aggiunti dei concetti bibliografici di carattere generale messi alla rinfusa per arricchire il contenuto. La conoscenza delle tecniche da applicarsi all'uva da tavola è roba per pochi, sicuramente non per il signore anonimo dell'azienda anonima che lamenta una situazione dettata molto probabilmente dalle sue incapacità. Concordo e approvo ciò che ha detto la signora Teresa. Saluti.
Sandro, Rutigliano, Italia
- 23/07/2012 18:30:31
Gli ultimi commenti sono stati rimossi, in quanto non sono consentite gratuite offese tra gli utenti. Saremo lieti, ove l'azienda della Sig.ra Teresa lo desideri e lo ritenga opportuno, di ospitare una Sua replica all'articolo odierno, con le Sue osservazioni e precisazioni in merito. Abbiamo ragione di credere che non tutta la farina dell'articolo qui riportato sia del sacco di coloro che ci hanno trasmesso le informazioni pubblicate; il quid della questione e' tutto qui. Le offese lasciamole ad altra sede. Un cordiale saluto a tutti. La Redazione.
Rossella Gigli, Roma, Italy
- 23/07/2012 18:30:31
Se questa anonima azienda fa solo produzione ha prezzi abbastanza accettabili vista la situazione di mercato. Il prezzo in campo non è deciso dal "più forte", ma dal mercato stesso. Se si coltiva non tenendo conto della situazione internazionale, non sei un agricoltore informato con la conseguenza che si può immaginare. Se invece l'azienda scrivente fa anche esportazione a grandi livelli citando paesi difficili da servire spuntando i prezzi che descrive è fallimentare e dovrebbe ritirarsi in buon ordine lasciando il "campo" a gente che conosce il mestiere oppure affidando la vendita alle OP dove converrebbe consorziarsi se ancora non si capiscono le regole basilari del mercato che regolato dalla sola domanda/offerta.
Serietà innanzi tutto, anche in quello che si scrive senza la presunzione di voler sembrare qualcosa o qualcuno che non si è... (buon intenditore poche parole) o meglio che non si conosce!
In bocca al lupo per la "rossa" con semi o per correttezza meglio dire Red Globe.
Teresa, Rutigliano, Puglia
- 23/07/2012 14:22:13
i prezzi di vendita dello scorso anno sembrano molto generosi , se parliamo di vendite a peso dovremmo rivedere gli 0.6€/kg di media nella parte che va da luglio ad ottobre e gli 0.9/1€ x kg che cita l'amico a meno che non si riferisca esclusivamnete alla sua azienda , ma spero non parli di vendite alla pianta , in blocco a partita .
Nicola , Noicattaro, Italia
- 23/07/2012 10:22:22
Analisi perfetta la Sua. Effettivamente c'è bisogno di un intervento pubblico (Garante regionale dell'Uva da Tavola) capace di equilibrare e normare la filiera intera dell'uva da tavola. Se attuata, gli attori dovranno svolgere le loro attività nel pieno rispetto degli altri soggetti, con pari dignità e con una remunerazione adeguata e proporzionata al servizio reso.
Salvatore Nuzzo, Grottaglie (Ta), Grottaglie
(email) - 23/07/2012 09:12:11
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