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Intervista a Marco Casalini, presidente della Cooperativa Terremerse

FreshPlaza ha raggiunto il presidente di Terremerse, Marco Casalini (nella foto), per una chiacchierata ad ampio raggio sul settore ortofrutticolo, dall'analisi della stagione commerciale della frutta estiva, alle recenti introduzioni di strumenti a difesa della produzione, del reddito agli agricoltori e della qualità.



FreshPlaza (FP): Come giudica l'avvio della campagna della frutta estiva italiana?
Marco Casalini (MC): Partita bene, a metà maggio, con i primi prodotti del meridione - albicocche e nettarine - si è contraddistinta per una buona qualità e soddisfacenti quantitativi. I prezzi sono migliori dell'anno scorso ma, certo, un significativo calo dei consumi compromette la validità del risultato.

Attualmente, soprattutto per le pesche di calibro piccolo (B, C, D) la situazione si fa difficile, in quanto c'è più richiesta di calibri A e AA. Sicuramente l'allegagione è stata buonissima, probabilmente un diradamento non sempre scrupoloso e il caldo intenso delle ultime settimane stanno determinando questa condizione: perdiamo mediamente un calibro.

Le albicocche, d'altro canto, sono in leggera sofferenza, perché i volumi sono aumentati a livello nazionale in maniera importante, si parla del +15%.

FP: E per quanto riguarda i prezzi?
MC: Alla settimana 27 del 2012, le pesche in padella sono state vendute – prezzo riconosciuto a Pempacorer - da 1 euro a 1,10 euro. Le pesche in cestini a 70-75 centesimi.

Le nettarine in padella hanno raggiunto un prezzo di 1,05-1,20 euro, mentre le nettarine B in cestini di 75-85 centesimi.

Infine, le albicocche di alta qualità sfuse a uno strato hanno spuntato prezzi da 1,50 a 1,80 euro e quelle in cestini da 1,10 a 1,40 euro.

FP: Che volumi vi attendete per questa stagione e come si configurano rispetto al 2011?
MC: Siamo in linea con il 2011, sia per l'ortofrutta estiva che per quella invernale. In particolare: orticole da industria 130.000 quintali, escluso il pomodoro da industria che segna 1.200.000 q, patate e cipolle raggiungono 90.000 q, mentre l'ortofrutta invernale segna 120.000 q e quella estiva 230.000 q.

FP: Quali sono i principali canali di vendita delle vostre produzioni e quali i principali mercati geografici?
MC: La nostra cooperativa commercializza tramite la OP Pempacorer alla Grande distribuzione organizzata (GDO) nazionale - in sostanza Coop Italia - e poi all'estero, principalmente Germania, Inghilterra e Austria.



FP: Come giudica la costituzione dell'OI (organizzazione interprofessionale) Pera?
MC: E' un risultato molto atteso e l'esempio di un metodo di lavoro che ha portato alla creazione di uno strumento per controllare il prodotto pera. Purtroppo, serviva un'annata disastrosa per fare qualcosa, ma è la strada giusta che mi auguro sarà intrapresa presto per altri prodotti, primo tra tutti il kiwi.

Per pesche e albicocche, il discorso è leggermente diverso: è necessario uno strumento a livello europeo che innanzitutto controlli l'immissione di prodotto sul mercato. Dobbiamo sapere di quanti ettari disponiamo, di quali varietà, garantendo quella qualità che, dal momento che non possiamo controllare la domanda, ci permetta di poter organizzare l'offerta. Affrontando anche la scomoda questione del ritiro del prodotto e del mancato conferimento.

A Terremerse siamo convinti che non tutto si debba conferire, mentre è obbligatorio dare reddito agli imprenditori agricoli. Alla base di ciò sta la selezione varietale e un'elevata qualità delle tecniche colturali. La qualità dei prodotti è un prerequisito per affrontare il mercato ma non garantisce il reddito di un'impresa. Altrettanto importanti diventano, quindi, l'ottimizzazione delle strutture e la gestione del prodotto con un marketing idoneo al prodotto, distinguendo in primo luogo quelli facilmente deperibili da quelli con una shelf life maggiore.

FP: Cosa si aspetta dalla prossima entrata in vigore dell'art. 62?
MC: Anche se la GDO in Italia ha rapporti diversi con i fornitori rispetto al resto d’Europa, non sarà l’art. 62 a rispondere a certe problematiche. Per quel che ci riguarda, non cambia molto, perché la GDO ci ha sempre liquidato in tempi corretti; ritengo tuttavia che sbagli a non partecipare ai Tavoli di lavoro.

FP: Cosa si potrebbe migliorare nel rapporto tra impresa ortofrutticola e grande pubblico?
MC: Non c’è una soluzione facile. Certo è importante come i nostri prodotti sono presentati sugli scaffali, non solo a livello estetico e di confezionamento. Secondo alcune ricerche su pesche e nettarine, certe varietà valide per l’agricoltore (per colore, durezza polpa, ecc.) risultano "difficili" per il consumatore che, ad esempio, non ne riconosce il grado di maturazione. Serve maggiore formazione e attenzione dei reparti ortofrutta, anche se capisco che la GDO sia principalmente interessata a raggiungere l’obiettivo volumi.



In quest’ottica, Terremerse in collaborazione con Coop ha avviato i progetti "Le Freschissime" e "AppenaColta" (nelle foto) che propongono un prodotto che soddisfa le aspettative del consumatore in termini di gusto, qualità e prezzo, garantendo al contempo una remunerazione appropriata al lavoro e agli investimenti dei produttori.

Una strada interessante per l’impresa agricola, che riesce a risalire la catena del valore. Per "Le Freschissime" si parla di un riconoscimento extra di 20 centesimi sulla media della prima e di 40 centesimi per "AppenaColta". Abbiamo così trovato una via preferenziale per la frutta del territorio, più matura e gustosa.



FP: E' notizia recente l’approvazione a Bruxelles del cosiddetto "Pacchetto Qualità", cosa ne pensa?
MC: Tutti gli strumenti sono validi, ma occorre poi una giusta applicazione. Ottenere un riconoscimento IGP o DOP e poi non valorizzarlo non serve. Per fortuna, dopo anni possiamo finalmente dirci tranquilli per chi ci rappresenta, mi riferisco al ministro Catania e al presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, De Castro. E questo, soprattutto in un momento di grandi sacrifici richiesti alle imprese agricole in tema di fiscalità, costi, Imu, ecc., è almeno un conforto

Terremerse
Pianificazione agricola e assistenza agronomica, raccolta, conservazione, lavorazione, gestione dei piani di qualità e commercializzazione dei prodotti, ricerca e sviluppo, consulenza gestionale, ideazione di progetti di filiera, fornitura di servizi, sono solo alcune delle attività svolte da Terremerse. Obiettivi: disegnare la migliore strategia commerciale ricercando posizionamenti di mercato più remunerativi per i soci, offrire nuovi strumenti per aumentare la redditività del capitale e del lavoro in campagna, fornire prodotti sani e di qualità ai consumatori.

Terremerse è oggi una realtà consolidata nel settore agroalimentare, con un fatturato di 156 milioni di euro, capace di mettere in rete le produzioni e i valori dei suoi 5.697 soci e di oltre 800 soci sovventori, nonché di offrire loro servizi ricercando rapporti di partnership sia nel mercato di destinazione finale dei prodotti sia in quello dell’organizzazione dei conferimenti.

Data di pubblicazione: 16/07/2012
Autore: Raffaella Quadretti
Copyright: www.freshplaza.it

 


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Commenti:


WOW WOW WOW,

A presto

Isabella
Isabella Tebaldi, Ravenna, Italia - 16/07/2012 10:00:06


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