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L'Unione Europea dovrebbe cambiare atteggiamento verso le biotecnologie

Secondo la britannica CPA-Crop Protection Association, l'Unione Europea ha mancato di trarre vantaggio dalle biotecnologie vegetali. La mancanza di cibo per intere popolazioni sarà uno dei principali problemi politici ed etici dei prossimi decenni e le biotecnologie potrebbero rappresentare uno strumento per produrre più cibo, in modo più efficiente, in tutto il mondo.

L'incapacità dell'Unione Europea di adottare un approccio coerente quando si tratta della tecnologia relativa agli OGM (organismi geneticamente modificati) sta diventando evidente. In effetti, è sorprendente come l'Unione Europea risulti ancora politicamente ostaggio degli attivisti anti-OGM, mentre ci sono fondate speranze che l'adozione degli OGM potrà giocare un ruolo importante nella prevenzione delle crisi alimentari, sempre più probabili a causa della scarsità idrica e dei cambiamenti climatici.

Secondo la FAO (Food and Agriculture Organization) il mondo ha bisogno di incrementare la sua produzione di cibo del 70%.

Si stima che nel 2011, 12 milioni di acri di coltivazioni OGM siano stati piantati nel Nord e Sud America, come anche in molti paesi in via di sviluppo. L'uso di agrofarmaci chimici negli Stati Uniti si è ridotto del 15,4%, mentre quello degli insetticidi è crollato del 90%. Notevole anche il risparmio di carburanti, con 80 litri di gasolio in meno per ettaro coltivato dalla prima introduzione delle colture OGM.

Ma questi progressi rischiano di rimanere fuori dalla portata degli agricoltori europei. Non è un caso se la Monsanto, ad esempio, compagnia pionieristica nel settore del biotech, abbia deciso che non venderà più il suo mais MON810 in Francia; da parte sua, anche la compagnia tedesca BASF, altro player di rilievo a livello globale, ha recentemente deciso che porterà la sua patata OGM Amflora su mercati ben più accoglienti ed entusiasti circa questa innovazione, rispetto all'Unione Europea.

Su quello che si sarebbe potuto fare con le patate ad alto contenuto di amido, come Amflora, si rimanda ad un nostro precedente articolo (clicca qui).

Fonte: gain.fas.usda.gov

Data di pubblicazione: 13/06/2012
Autore: Rossella Gigli
Copyright: www.freshplaza.it

 


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