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Consumi alimentari in Italia: vendite in rialzo, ma il futuro resta cupo
Le vendite alimentari sono in rialzo, ma il futuro dei consumi resta cupo. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) interviene sui dati diffusi dall'Istat e traccia un quadro che rimane preoccupante. L'incremento di marzo è per l'associazione un segnale incoraggiante, ma non basta a invertire la tendenza fortemente negativa del 2011. Il comportamento d'acquisto degli italiani, spiega la Cia, resta improntato al massimo risparmio, tra chi compra solo in base al prezzo, chi opta per sconti e offerte e chi sceglie solo discount e "formati convenienza".
"A marzo le vendite di prodotti alimentari sono calate dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente - spiega l'associazione in un comunicato - mentre sono aumentate del 3,5 per cento sull'anno, trascinando il dato complessivo del commercio al dettaglio al rialzo maggiore da undici mesi. Si tratta certo di un segnale incoraggiante, ma certo non è sufficiente a invertire la tendenza fortemente negativa dei consumi degli italiani, con la spesa pro capite bloccata sui livelli di quasi trent'anni fa". Per la Cia la situazione economica delle famiglie resta ancora molto difficile e improntata al massimo risparmio, anche sul fronte del capitolo irrinunciabile "cibo e bevande". La crisi, con la perdita netta del potere d'acquisto, la pressione fiscale alle stelle e l'aumento della disoccupazione ha completamente cambiato stili e abitudini alimentari degli italiani.
"Secondo i nostri ultimi dati - osserva la Cia - il 71 per cento delle famiglie ha riorganizzato le spese per la tavola. E questo comparando i prezzi con più attenzione (il 65 per cento); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento); privilegiando le grandi confezioni, il cosiddetto "formato convenienza" (il 42 per cento) o comprando quasi esclusivamente nei discount (il 39 per cento)".
E infatti anche a marzo - ricorda la Cia - la tipologia di esercizio che fa registrare l'incremento tendenziale maggiore è proprio il discount, dove le vendite alimentari sono salite del 4,6 per cento. Si tratta di numeri che "fotografano una difficoltà ancora molto evidente degli italiani - conclude l'associazione - e certo non basta una variazione positiva a risollevare il trend generale delle vendite e dunque i consumi, da troppo tempo stagnanti". Le prospettive per il futuro, quindi, "restano nere, tenendo conto anche del previsto nuovo aumento dell'Iva in autunno, che costerà agli italiani quasi un miliardo solo per le spese alimentari".
Le vendite alimentari sono in rialzo, ma il futuro dei consumi resta cupo. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) interviene sui dati diffusi dall'Istat e traccia un quadro che rimane preoccupante. L'incremento di marzo è per l'associazione un segnale incoraggiante, ma non basta a invertire la tendenza fortemente negativa del 2011. Il comportamento d'acquisto degli italiani, spiega la Cia, resta improntato al massimo risparmio, tra chi compra solo in base al prezzo, chi opta per sconti e offerte e chi sceglie solo discount e "formati convenienza".
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"Secondo i nostri ultimi dati - osserva la Cia - il 71 per cento delle famiglie ha riorganizzato le spese per la tavola. E questo comparando i prezzi con più attenzione (il 65 per cento); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento); privilegiando le grandi confezioni, il cosiddetto "formato convenienza" (il 42 per cento) o comprando quasi esclusivamente nei discount (il 39 per cento)".
E infatti anche a marzo - ricorda la Cia - la tipologia di esercizio che fa registrare l'incremento tendenziale maggiore è proprio il discount, dove le vendite alimentari sono salite del 4,6 per cento. Si tratta di numeri che "fotografano una difficoltà ancora molto evidente degli italiani - conclude l'associazione - e certo non basta una variazione positiva a risollevare il trend generale delle vendite e dunque i consumi, da troppo tempo stagnanti". Le prospettive per il futuro, quindi, "restano nere, tenendo conto anche del previsto nuovo aumento dell'Iva in autunno, che costerà agli italiani quasi un miliardo solo per le spese alimentari".
Fonte: www.agi.it
Data di pubblicazione: 29/05/2012
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