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Rialzo dei prezzi per scarsita' di prodotto
Australia: il meteo non aiuta le noci macadamia
Le previsioni di un'altra raccolta modesta di noci macadamia, le condizioni meteo estremamente umide della regione australiana del Northern Rivers durante la fioritura nella scorsa primavera, combinate a una carenza globale della preziosa noce, stanno portando ad un ulteriore rialzo dei prezzi a favore dei produttori del Nuovo Galles del Sud.
Quest'anno, i coltivatori si aspettano prezzi medi di almeno 3,30 dollari/kg per la noce in guscio, di qualità standard (10% di umidità, 33% recupero dei gherigli e 2% di qualità commerciale) - ben oltre i 2,65 dollari ricevuti l'anno scorso e il doppio di appena quattro anni fa.
I trasformatori australiani stanno offrendo il raccolto di questa stagione da 16 a 17 dollari/kg per le noci di grammatura 4 (che rappresentano la maggior parte della produzione), prezzo molto vicino al picco massimo storico raggiunto sul mercato mondiale della macadamia.
La raccolta nel nord-est dello Stato, dove si coltiva la maggior parte delle noci macadamia del paese, è partita una quindicina di giorni fa con le stime del settore per il raccolto 2011 a 35.000 tonnellate di noci in guscio, 500 ton in meno dello scorso anno, che a sua volta era già considerata una raccolta scarsa.
Questo sarà il terzo anno consecutivo con produzioni inferiori alle previsioni e con condizioni climatiche estreme, in cui tempeste, inondazioni e tempo secco e siccitoso hanno pesato ulteriormente.
La raccolta è stata finora ostacolata dal clima umido e con più pioggia del previsto, e il direttore esecutivo dell'Australian Macadamia Society, Jolyon Burnett, di Lismore, aveva già indicato un probabile aggiustamento delle stime produttive al ribasso. Alcuni produttori stanno già parlando di dover raccogliere a mano o addirittura di dover rinunciare alla raccolta per questa stagione.
Piogge continue lo scorso settembre, durante la fioritura nella costa settentrionale, hanno portato a una riduzione delle noci, in particolare nelle varietà più tradizionali; tuttavia le colture del Queensland sono state meno colpite dal tempo piovoso e la raccolta si preannuncia valida in questa stagione.
Un produttore del Queensland, Troy Ziesemer, "Jondell Macas", che possiede 210 ettari coltivati a macadamia a Gympie e sulla Sunshine Coast, si aspetta rese di 4 ton/ha, rispetto alle rese di 1 ton/ha dell'anno scorso, dovute alla siccità. "Anche se abbiamo avuto un po' troppa pioggia, non è stata eccessiva o dannosa e non ci siamo ritrovati con alberi travolti dall'acqua delle inondazioni", ha detto.
Il calo complessivo dell'offerta australiana, inoltre, si è combinata con minori produzioni anche da parte delle nazioni concorrenti e con un esaurimento delle scorte a livello mondiale, cosa che ha dato una spinta al rialzo dei prezzi.
L'industria delle Hawaii,, ha spiegato Burnett, è alle prese con la siccità, l'invecchiamento dei frutteti e l'aumento dei prezzi dei terreni, mentre pure il Sudafrica ha subito difficili condizioni climatiche.
A lungo termine, il miglioramento dei prezzi probabilmente si tradurrà in una crescita della produzione australiana e i vivai di macadamia in effetti indicano già una ripresa delle richieste di piantine.
Burnett ha osservato che la produzione australiana dovrà crescere. "Negli ultimi cinque anni, sono stati piantati 7.000 alberi, soprattutto nel Queensland, così c'è una grande parte della regione che deve ancora entrare in piena produzione", ha detto.
Anche la produzione mondiale è destinata a crescere a lungo termine, con paesi come Sudafrica, Brasile e Zimbabwe che stanno incrementando le superfici investite, per cui ci sarebbe anche bisogno di trovare nuovi mercati, ha aggiunto Burnett. "Una cosa da non augurarsi a tal fine - ha concluso - è che non diminuiscano i fondi destinati alla ricerca e sviluppo (R&D) e al marketing, sia da parte del settore che delle istituzioni". Mentre infatti un tempo i produttori pagavano una tassa fissa da destinare alla ricerca pari a 22,7 centesimi/kg sui gherigli scartati, da quest'anno tale imposta è stata eliminata, con una riduzione dei fondi destinati a R&D e marketing da 2 milioni di dollari a 1,5.
Australia: il meteo non aiuta le noci macadamia
Quest'anno, i coltivatori si aspettano prezzi medi di almeno 3,30 dollari/kg per la noce in guscio, di qualità standard (10% di umidità, 33% recupero dei gherigli e 2% di qualità commerciale) - ben oltre i 2,65 dollari ricevuti l'anno scorso e il doppio di appena quattro anni fa.
I trasformatori australiani stanno offrendo il raccolto di questa stagione da 16 a 17 dollari/kg per le noci di grammatura 4 (che rappresentano la maggior parte della produzione), prezzo molto vicino al picco massimo storico raggiunto sul mercato mondiale della macadamia.
La raccolta nel nord-est dello Stato, dove si coltiva la maggior parte delle noci macadamia del paese, è partita una quindicina di giorni fa con le stime del settore per il raccolto 2011 a 35.000 tonnellate di noci in guscio, 500 ton in meno dello scorso anno, che a sua volta era già considerata una raccolta scarsa.
Questo sarà il terzo anno consecutivo con produzioni inferiori alle previsioni e con condizioni climatiche estreme, in cui tempeste, inondazioni e tempo secco e siccitoso hanno pesato ulteriormente.
La raccolta è stata finora ostacolata dal clima umido e con più pioggia del previsto, e il direttore esecutivo dell'Australian Macadamia Society, Jolyon Burnett, di Lismore, aveva già indicato un probabile aggiustamento delle stime produttive al ribasso. Alcuni produttori stanno già parlando di dover raccogliere a mano o addirittura di dover rinunciare alla raccolta per questa stagione.
Piogge continue lo scorso settembre, durante la fioritura nella costa settentrionale, hanno portato a una riduzione delle noci, in particolare nelle varietà più tradizionali; tuttavia le colture del Queensland sono state meno colpite dal tempo piovoso e la raccolta si preannuncia valida in questa stagione.
Un produttore del Queensland, Troy Ziesemer, "Jondell Macas", che possiede 210 ettari coltivati a macadamia a Gympie e sulla Sunshine Coast, si aspetta rese di 4 ton/ha, rispetto alle rese di 1 ton/ha dell'anno scorso, dovute alla siccità. "Anche se abbiamo avuto un po' troppa pioggia, non è stata eccessiva o dannosa e non ci siamo ritrovati con alberi travolti dall'acqua delle inondazioni", ha detto.
Il calo complessivo dell'offerta australiana, inoltre, si è combinata con minori produzioni anche da parte delle nazioni concorrenti e con un esaurimento delle scorte a livello mondiale, cosa che ha dato una spinta al rialzo dei prezzi.
L'industria delle Hawaii,, ha spiegato Burnett, è alle prese con la siccità, l'invecchiamento dei frutteti e l'aumento dei prezzi dei terreni, mentre pure il Sudafrica ha subito difficili condizioni climatiche.
A lungo termine, il miglioramento dei prezzi probabilmente si tradurrà in una crescita della produzione australiana e i vivai di macadamia in effetti indicano già una ripresa delle richieste di piantine.
Burnett ha osservato che la produzione australiana dovrà crescere. "Negli ultimi cinque anni, sono stati piantati 7.000 alberi, soprattutto nel Queensland, così c'è una grande parte della regione che deve ancora entrare in piena produzione", ha detto.
Anche la produzione mondiale è destinata a crescere a lungo termine, con paesi come Sudafrica, Brasile e Zimbabwe che stanno incrementando le superfici investite, per cui ci sarebbe anche bisogno di trovare nuovi mercati, ha aggiunto Burnett. "Una cosa da non augurarsi a tal fine - ha concluso - è che non diminuiscano i fondi destinati alla ricerca e sviluppo (R&D) e al marketing, sia da parte del settore che delle istituzioni". Mentre infatti un tempo i produttori pagavano una tassa fissa da destinare alla ricerca pari a 22,7 centesimi/kg sui gherigli scartati, da quest'anno tale imposta è stata eliminata, con una riduzione dei fondi destinati a R&D e marketing da 2 milioni di dollari a 1,5.
Fonte: theland.farmonline.com.au
Data di pubblicazione: 20/04/2011
Autore: Raffaella Quadretti
Copyright: www.freshplaza.it
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