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Resoconto del primo convegno nazionale sulla Pesca Saturnia

Giovedì 15 luglio 2010 ha avuto luogo presso il Teatro delle Logge di Montecosaro, in provincia Macerata, il "Primo Convegno Nazionale sulla Pesca Saturnia" (vedi articolo precedente).

Nonostante il caldo afoso, oltre cento persone provenienti da tutta Italia, hanno assistito, presso l’ottocentesco Teatro delle Logge, ad un Convegno che non ha disatteso le migliori attese dei presenti.


Da sinistra: Marco Eleuteri, Stefano Cardinali (Sindaco di Montecosaro), Roberto Della Casa e Claudio Gamberini

Molte le autorità presenti, oltre al saluto di benvenuto del Sindaco di Montecosaro, Stefano Cardinali, è seguito l’atteso intervento di Paolo Petrini, vice-Presidente della Regione Marche, ove svolge la funzione di Assessore Regionale all’Agricoltura. Petrini si è detto assolutamente favorevole a sostenere iniziative in appoggio ad eccellenze del territorio come la pesca Saturnia. La regione Marche, ha aggiunto Petrini, spera che a queste iniziative segua un processo di aggregazione e di unione degli agricoltori, nella diffusione di una coltura ad alto valore aggiunto e con grandi potenzialità di crescita e sviluppo per la regione.


L'intervento di Paolo Petrini

Il professor Roberto della Casa, moderatore del Convegno, non ha perso l’occasione per ribadire un concetto che sostiene da tempo: la pesca Saturnia è una varietà che rientra a pieno titolo nella lista di quei prodotti tra i cui tratti identitari primeggia quella di frutto dalle eccellenti qualità organolettiche. E' alla piacevolezza del gusto, alla bontà sic et simpliciter del frutto, che sempre maggiormente si orienteranno le preferenze dei consumatori, ed a queste colture dev’essere rivolta l’attenzione dei produttori.



Marco Eleuteri, dell’omonima azienda produttrice della pesca Saturnia, ha rapidamente elencato una serie di dati relativi a superfici coltivate e quantità prodotte in Italia e Spagna, mostrando la rapida espansione in Spagna della coltura delle pesche della tipologia "Saturnia", cui appartengono principalmente varietà costituite in Italia, ma che hanno incontrato una diffusione notevolmente maggiore in Spagna piuttosto che nel nostro Paese. "Il Convegno, i Laboratori Gastronomici avviati, la collaborazione scientifica con l'Università - ha aggiunto Eleuteri - sono passi che vanno in una stessa direzione: diffondere la conoscenza di un prodotto eccezionale non solo tra i consumatori, ma anche tra gli agricoltori, afflitti da una crisi strutturale che ha ridotto notevolmente la redditività delle nostre campagne, ed ha allontanato i giovani dall’agricoltura".

Gli interventi dei rappresentanti della GDO italiana, Claudio Gamberini di CONAD e Germano Fabiani di COOP ITALIA (nella foto qui a destra), hanno ribadito la disponibilità da parte dei principali protagonisti della distribuzione ortofrutticola italiana, a sostenere la diffusione di questo prodotto attraverso una maggiore visibilità sugli scaffali dei propri supermercati.

Claudio Gamberini auspica un rapido aumento delle superfici piantate per evitare di essere sopraffatti dalle produzioni spagnole. Germano Fabiani ha posto l’accento sulla comunicazione, fondamentale per un prodotto come la pesca Saturnia, un prodotto dal gusto straordinario, ma ancora troppo poco conosciuto.

Fabiani ha sostenuto la necessità di una efficace campagna di marketing che deve partire dal packaging di prodotto: "Dobbiamo stimolare la curiosità del consumatore, ha aggiunto Fabiani, perché chi assaggia il prodotto, sicuramente continuerà ad acquistarlo".

Di grande spessore l’intervento del Professor Frega, presidente della sezione centro-est dell'Accademia dei Georgofili e professore ordinario di Tecnologie alimentari della Facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche, che dopo aver plaudito alla collaborazione tra Università e impresa, tra conoscenza e produzione agricola, ha elencato una serie di risultati della ricerca effettuata ad oggi sulla pesca Saturnia, che evidenziano, da un punto di vista scientifico, l'eccellenza qualitativa del prodotto in questione.


Il Professor Giuseppe Natale Frega

Da ultimo, gli interventi conclusivi di carattere gastronomico di Antonio Attorre, Presidente di Slow Food regione Marche, e del noto giornalista eno-gastronomico maceratese Ugo Bellesi.

Attorre ha sottolineato l’enorme importanza della pesca Saturnia per lo sviluppo del turismo eno-gastronomico nel territorio ove essa si coltiva, prevalentemente le provincie di Macerata e Fermo. "Attraverso la realizzazione di veri e propri percorsi gastronomici - ha aggiunto - possono unirsi sinergicamente le potenzialità delle molte eccellenze alimentari locali, con un grande potenziale di attrazione turistica per il territorio".

Bellesi ha riassunto in un interessante e curioso excursus storico, l’atavica presenza della pesca nella tradizione culinaria marchigiana, una presenza forte tanto nei ricettari di corte, come nelle abitudini alimentari più popolari.

Emozionante il momento in cui Claudio Gamberini, a nome suo e del direttore generale dei supermercati Conad, Francesco Pugliese, ha ringraziato Giorgio Eleuteri per il contributo dato fino ad oggi allo sviluppo ed alla crescita del settore ortofrutta nei supermercati Conad.


Claudio Gamberini e Giorgio Eleuteri

Dopo il Convegno, i presenti hanno degustato una splendida cena dal titolo "LA CARNE E LA PESCA SATURNIA" presso il Ristorante La Luma di Montecosaro. La Pesca Saturnia è stata la grande protagonista dell’intero evento, il primo, ha sottolineato Marco Eleuteri, di una lunga serie.

Data di pubblicazione: 19/07/2010

 


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Commenti:


DA quanto letto molte sono le dinformazio relative alla pesca Platicarpa, ma soprattutto mi sembra che non siano stai presenti costitutori i quali avrebbero dato un contributo migliore alla riuscita della giornata. Sembra infatti che la pesca Saturnia sia un qualcosa di ? è oggi già vecchia nel mondo la tipologia delle platicarpa cambia anno dopo anno e i nuovi cloni sono inetressantissimi poichè di dimensioni più grandi, dove è migliorata la consistenza del frutto e dove si dispone oggi di un calengdar di 70 giorni di produzione. La diffusione in Spagan è dovuta soprattutto al fatto che i maggiori commercianti Italiani non hanno saputo aprofittare del momento ritenendo difficile la commercializzazione. ( troppo raffinati) L. Moser
Luciano Moser, roma, Italia - 19/07/2010 15.10.41


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