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La cooperativa MEG di Martello (Bolzano) aumenta gli investimenti in fragole e altri piccoli frutti
Più fragole e piccoli frutti e meno verdure
Attiva nella Val Martello, immersa nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, una delle valli laterali della Val Venosta, nonché una delle principali zone di produzione di fragole d’alta montagna d’Europa, la cooperativa MEG, con due mosse accuratamente studiate, ha modificato la strategia aziendale ed accresciuto il posizionamento competitivo sul mercato della frutta estiva: ha "alleggerito" la presenza nel segmento delle verdure (cavolfiore, cavolo, insalata iceberg, broccoli, radicchio) prodotti con margini di contribuzione ridotti ed accresciuto la presenza in quello delle ciliegie, delle fragole e di altri piccoli frutti (lamponi, ribes, more, mirtilli), frutta tipicamente estiva, che assicura un rendimento più elevato.
"Ci siamo fatti quattro conti, ma con l’oste non da soli! – assicura scherzosamente Peter Gamper, direttore della Società cooperativa MEG – Abbiamo constatato che ai produttori conveniva sempre di meno produrre verdure e sempre di più produrre fragole, e, più in generale piccoli frutti ottenuti in terreni situati tra 900 e 1.800 metri sul livello del mare e, quindi, in alta montagna. Questi prodotti vantano spiccate caratteristiche organolettiche, molto apprezzate dai consumatori".
L’altissima qualità è attribuita soprattutto al clima mite e asciutto della montagna, con giornate calde e notti fresche. Grazie alle altitudini delle zone di produzione, la maturazione delle fragole avviene in modo più lento. Per questo si caratterizzano per un aroma speciale e sono raccolte soltanto quando la maggior parte delle altre zone di produzione europee ha già terminato la raccolta.
L'intuito e il coraggio degli imprenditori
L’agricoltura, si sa, ha dinamiche diverse dall’industria. Gli agricoltori, poi, in genere sono tra quegli imprenditori più cauti: valutano il rischio connesso all’investimento, anche se si trattasse di semplice diversificazione o modificazione degli ordinamenti colturali tradizionali, con parametri più rigidi. Di questi tempi, per altro, affrontare il mercato a viso aperto, con la domanda di consumo di ortofrutta, se non stagnante, certamente più contenuta, rispetto alle performance dei primi anni Novanta, non è cosa di poco momento. Ce ne sarebbe abbastanza, insomma, per far prevalere lo scetticismo sull’ottimismo e sconsigliare qualsiasi buon proposito. Ma per i produttori associati alla Meg le cose non sono andate esattamente così.
Pur restando fedeli alla propria tradizione di imprenditori montanari, orgogliosi delle proprie tradizioni, con aziende agro-zootecniche belle da far invidia e stabulazione negli alpeggi, hanno raccolto il guanto della sfida del mercato, affrontando subito il rischio di mettere mano al portafoglio per ampliare i loro impianti, rinunciando progressivamente alla produzione di verdure per accrescere, invece, la superficie investita a ciliegio, fragola e piccolo frutti in genere, che i consumatori mostrano di riconoscere ed apprezzare così bene.
"Su una superficie di 70 ettari, produciamo in media 1.300 tonnellate di ciliegie, fragole, piccoli frutti, con un fatturato di 5 milioni di euro realizzato per il 90% in Italia e per la quota restante all’estero", dice Gamper. Il bello dei numeri è che essi sono difficilmente contestabili. E i "numeri" della Meg sono di tutto rispetto.
Nel 2010 la produzione di fragole crescerà del 20%
Grazie all’ampliamento delle superfici dedicate alla frutta estiva, quest’anno la Cooperativa Meg prevede di incrementare del 20% la produzione di fragole (la cui raccolta è cominciata solo da una decina di giorni) che dovrebbe attestarsi a 1.200 tonnellate, contro le 1.000 del 2009, con una resa media di 280-300 grammi a pianta.
I lamponi estivi (la cui raccolta, invece, comincerà il 5 luglio) aumenteranno del 60% nel giro di un anno, portandosi dalle 40 tonnellate del 2009 alle 100 di quest’anno. E gli altri piccoli frutti, come ribes, mirtilli e more, metteranno a segno addirittura un aumento del 70%, con una produzione che dovrebbe raggiungere 150 tonnellate, contro le 80 dello scorso anno.
Margini di contribuzione più alti del 15-20% sui piccoli frutti
"La riconversione produttiva è stata decisa perché abbiamo constatato che nella vendita di fragole, e altra frutta estiva in genere, i margini di contribuzione sono più alti anche del 15-20%, rispetto a quelli che possono garantire oggi le verdure", spiega Gamper. "Ecco perché i produttori hanno deciso di riconvertire i loro impianti verso prodotti capaci di assicurare ritorni più interessanti".
In campagna le prime fragole pagate 2,70 euro al chilo
I prezzi spuntati dalle prime fragole altoatesine confermano, se ce ne fosse bisogno, la lungimiranza degli imprenditori della Cooperativa, che dimostrano una flessibilità lodevole nel saper cogliere le opportunità dei mercati e un fine intuito nel capire dove e come fare il business. "In campagna, le prime fragole sono pagate 2,70 euro al chilo. Tenuto conto che, per produrre un chilo di frutto, il nostro socio spende 1,90-2 euro, il margine che resta è più che soddisfacente. Il prodotto finito, invece, costa 5 euro al chilo. Prezzi altrettanto sostenuti si registrano per gli altri piccoli frutti". Ma la strategia di riconversione produttiva non si ferma qui.
Allungare il calendario dell’offerta con l’ingresso di altri soci
La cooperativa si è messa a caccia di produttori della bassa Val Venosta, i cui impianti, trovandosi ad un’altitudine minore, sono in grado di produrre fragole ed altri frutti di bosco anche in autunno. "In questo modo potremo allungare il calendario dell’offerta di altri due mesi, il che ci permetterà di restare sul mercato quando gli altri hanno smesso da un pezzo di rifornirlo".
Ultimo, ma non per questo meno interessante, l’investimento della Cooperativa nello stabilimento, per mantenerlo sempre al passo con l’innovazione, in modo da fornire ai soci e ai clienti servizi sempre più mirati ed efficaci sul piano della qualità e delle forniture.
"Oggi - dice Gamper - siamo in grado di soddisfare con la formula del "just in time" gli ordini. Il 90% delle fragole sono confezionate in cestini da 250 grammi. "Ogni cliente potrà poi scegliere se le vuole dentro cassette di cartone, oppure di legno o di plastica, in quest’ultimo caso a rendere. In genere questo tipo di confezioni ci vengono richieste dalla GDO. Lo stesso vale per i lamponi: l’unica differenza è che i cestini sono di 125 grammi, aperti o floppati. Anche questi, a loro volta, possono essere contenuti in cassette di cartone, legno o plastica".
Le fragole della Val Venosta e la cooperativa MEG
Quando da altre parti il raccolto si è già concluso, nella Val Martello si è nel pieno della raccolta delle fragole. Il periodo tardo che contraddistingue questo raccolto è sinonimo di qualità.
I contadini fin dall’inizio si erano preposti di offrire prodotti d’alta qualità, che si distinguono nettamente dalla media. A questa strategia sono rimasti sempre fedeli.
Nel 1989 i contadini della Valle si sono uniti dando vita alla Cooperativa MEG per occuparsi direttamente della consulenza, della lavorazione e della commercializzazione delle fragole.
Considerato che gli acquirenti diventavano sempre più una forza compatta, la Cooperativa ha aderito all’Associazione delle cooperative ortofrutticole della Val Venosta – VI.P., che proprio quest’anno compie vent’anni dalla fondazione.
La Società cooperativa agricola frutticoltori MEG in cifre:
Soci: 65
SAU: 70 Ha
Produzione lorda vendibile: 1.300 tonnellate di piccoli frutti.
Fatturato 2009: 5 milioni di euro.
Mercati: Italia (90%) Estero (10%).
Contatti:
Società cooperativa agricola frutticoltori MEG
Ennewasser, 249
39020 Martello (Bolzano)
Tel. (+39) 0473 – 744700
Fax (+39) 0473 - 744710
E-mail: meg@vip.coop
Web: www.vip.coop/meg
Data di pubblicazione: 21/06/2010
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