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Clone apireno di Femminello presso l'azienda Il Limone del Barone

Dopo un lungo e certosino lavoro di propagazione, svolto su dieci differenti tipologie di limone, l'azienda Il Limone del Barone ha individuato una mutazione gemmaria migliorativa derivante dal Femminello Siracusano.

"Tale scoperta ha rappresentato il punto di ripartenza del nostro lavoro e ci ha portato a innestare con cadenza annuale ben 5000 piante per anno".

La scelta di coltivare limoni venne intrapresa nel 2006, a seguito delle devastanti conseguenze del Citrus Tristeza Virus (CTV) su precedenti impianti di arance. Molte le piante che allora vennero reinnestate a limone.

Lo racconta a FreshPlaza Giovanni Pezzino di Geronimo - direttore commerciale de Il Limone del Barone - nel descrivere le vicissitudini della storia aziendale di famiglia, che dal lontano 1700 si tramanda di generazione in generazione.


Giovanni Pezzino di Geronimo

Ci troviamo a Carlentini, nel siracusano, dove nei 70 ettari totali di terreni dell'azienda - comprese le ultime acquisizioni - vengono coltivati aranceti e, in particolare, limoneti di varietà Femminello Sfusato senza semi in regime di conversione al biologico.



La mutazione gemmaria individuata dall'azienda è una varietà di limone molto produttiva, con un frutto di pezzatura medio elevata, forma ellittica oblunga. La buccia presenta colorazione gialla a maturazione completa, con medio spessore, mediamente liscia e aderente alla polpa.



"Abbiamo appena concluso la campagna commerciale del Primofiore, iniziata a ottobre con buone quotazioni di mercato ed eccellente quantità e qualità nella produzione. I prezzi di vendita si sono mantenuti stabili - 2,50/2,70 €/kg all'estero ed €/kg 1,80/2,00 in Italia - senza subire troppe fluttuazioni".

Il Femminello - detto anche Limone di Siracusa - si caratterizza per le tre caratteristiche fioriture stagionali, con periodi produttivi e fasi di maturazione che vanno da ottobre ad aprile (Primofiore) da maggio a giugno (Bianchetto) e da giugno a settembre (Verdello).

"La lavorazione del Primofiore - racconta Andrea Pezzino Di Geronimo, direttore tecnico del marchio - nostro prodotto di punta, avviene nello stabilimento aziendale di 2500 mq con metodi manuali, anche perché commercializziamo principalmente prodotto affogliato, raccolto lo stesso giorno della partenza, la cui lavorazione è molto scrupolosa".

I frutti, disposti in retine da 750 grammi fino a 3 Kg, imballaggi di legno o di cartone 30x40 a doppio strato, padelle a 1 e 2 strati, imballi prezzati e muniti di codice a barre, vengono spediti in unità senza imperfezioni, assolutamente pulite, con alta percentuale di foglia di colore verde smagliante.



"Abbiamo effettuato diverse prove comparative di resa in succo con tutti i limoni presenti sul mercato. Il punti di forza che caratterizzano il nostro clone, rispetto al Femminello comune, sono: la presenza di circa il 15/18% in più di succo e il fatto che sia apireno. L'apirenia è stata, tra l'altro, fondamentale per l'acquisizione di nuovi clienti".

"Dalla seconda metà di giugno sino a tutto settembre commercializzeremo il Verdello, caratterizzato da elevata succosità e ottime qualità complessive sia estetiche che organolettiche. I frutti, dal colore verde chiaro, presentano una buccia leggermente più sottile rispetto al Primofiore e poco aderente alla polpa".



"Siamo appassionati di natura e orgogliosi di affermare che i nostri agrumi sono coltivati nel massimo rispetto della sostenibilità ambientale. Nei test non presentano tracce di residui chimici sia nella polpa che nella buccia.
I nostri impianti sono seguiti con tecniche agronomiche e accorgimenti tali da evitare fitopatie".

"Il mal secco viene tenuto nei limiti normali e non rileviamo alternanza produttiva. La qualità, dunque, non si limita soltanto agli aspetti organolettici e visivi, ma è il frutto di pazienza, fatica e sinergia tra i diversi elementi che influenzano sinergicamente l’intera filiera dalla produzione alla vendita".



L'azienda, certificata GlobalGAP e Grasp raggiungerà il suo picco produttivo nei prossimi 3 anni, con circa 300 vagoni di limone. Il prodotto viene esportato per il 70%, con principale Paese di destinazione la Francia. Tra i progetti per l'anno in corso, c'è quello di ampliare la produzione con nuove acquisizioni di terreni e impianti nello stesso comprensorio.

Giovanni conclude: "Punteremo ancor di più all'export, con la promozione del marchio in eventi internazionali di settore. In tale direzione già dal prossimo anno parteciperemo, con un nostro stand espositivo, al Fruit Logistica di Berlino che riteniamo la fiera di riferimento più importante per l'ortofrutta in Europa".

Contatti:
Azienda Agricola Sperone
Il limone del Barone

Contrada Sperone
96013 Carlentini (SR) - Italy
Cell.: (+39) 349 3553990
Email: info@illimonedelbarone.it
Web: www.illimonedelbarone.it


Data di pubblicazione: 04/05/2018
Autore: Concetta Di Lunardo
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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