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La clessidra

Il carciofo della discordia: per il Rabbinato di Israele quello alla giudia non e' kosher

Proibito o no? Intorno al carciofo alla giudia, una leccornia fra i simboli della più antica gastronomia ebraico-romana, nel pieno della Pasqua ebraica (30 marzo-7 aprile) è scoppiata una disputa sulla liceità dal punto di vista delle regole alimentari religiose ebraiche.

Secondo il quotidiano Haaretz, il rabbinato israeliano ritiene il carciofo nella sua versione alla giudia non 'kosher', quindi proibito, e ne ha voluto vietare la preparazione in Israele, dove non sono pochi i ristoranti kosher che lo elencano nel menù. Per fonti della comunità ebraica romana invece la 'guerra del carciofo' adombrata dal quotidiano semplicemente non esiste, perché la specificità del piatto ebraico-romano evita qualsiasi rischio di impurità.

Il punto in questione è che nei carciofi potrebbero essere presenti piccoli vermi o parassiti che rendono la pianta erbacea 'proibita' in base alle rigide regole della 'kasherut', ovvero l'idoneità di un cibo a essere consumato dal popolo ebraico secondo le regole alimentari della religione ebraica.

"Il cuore del carciofo - ha spiegato al quotidiano israeliano rabbi Yitzhak Arazi, capo della divisione importazione del Rabbinato centrale - è pieno di vermi e non c'è modo di pulirlo. Non può essere kosher. Non è la nostra politica, questa è la legge religiosa ebraica".

Per maggiori dettagli clicca su www.repubblica.it.

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