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E' a Stigliano, in Basilicata, la piu' vasta coltivazione di pistacchi a filari d'Europa

Un'idea pionieristica, certo inedita per la Basilicata: quella di creare una piantagione di pistacchi finalizzata alla valorizzazione di un frutto che nell'immaginario collettivo è strettamente collegato a Bronte (CT), piccola cittadina ai piedi dell'Etna. Ci troviamo a Stigliano (MT), in un'area della collina materana, un tempo centro cerealicolo di primaria importanza, dove oggi si coltivano pistacchi, come risultato di una bella storia da raccontare legata alle famiglie Colangelo e Ricciuti.


Vincenzo Maria Ricciuti alla guida, con la moglie Tiziana Auletta, dell'omonima azienda agricola.

Oggi le famiglie Ricciuti e Colangelo commercializzano pistacchio a marchio Pistacchio di Stigliano nei 30 ettari già in produzione, una coltivazione certamente remunerativa che sta rilanciando l'economia del territorio. Tanto per avere un'idea: circa 5 ettari di pistacchieto rendono quanto 100 ettari di colture ceralicole, sebbene i tempi di produzione siano medio-lunghi e le piantine abbiano costi elevati.

Ne parla per FreshPlaza Vincenzo Maria Ricciuti, alla guida con la moglie Tiziana Auletta dell'omonima azienda agricola.



La storia

Questa non è solo la storia di una produzione agricola, è innanzitutto la storia di un'intuizione felice che - a partire dagli anni Novanta fino ad oggi - ha potuto alimentarsi e perpetuarsi grazie alla caparbietà, all'entusiasmo di uomini e donne che hanno legato radici e futuro a un territorio concepito anche nell'ottica del cambiamento. Tutto parte dall'entusiasmo contagioso di Innocenzo Colangelo convinto dell'opportunità di importare degli alberi di pistacchio per piantarli nella piccola azienda di famiglia, situata a Stigliano (MT) in Contrada Sauro-Capalbi, a 350 metri sul livello del mare e affacciata sul fiume Sauro.

Complice anche un viaggio in Grecia con il fratello Nicola e l'incontro con il rettore dell'Università di Atene: una personalità nel campo della scienza agronomica che, convinto della bontà dell'idea, segue i due fratelli in Italia per effettuare una perizia sull'idoneità del terreno. Il verdetto è assolutamente incoraggiante e, di lì a poco, arrivano dalla Grecia, verso il porto di Brindisi, le prime piante di pistacchio destinate alla Basilicata.

Il fervore con cui Innocenzo parla e difende la sua scelta da chi lo ritiene un folle appassiona anche il giovane cugino Vincenzo Maria Ricciuti. Di lì a poco quest'ultimo, subito dopo la Laurea in Agraria all'Università di Basilicata, senza alcuna esitazione impianta un pistacchieto su terreni precedentemente dedicati alle produzioni di olivo, grano duro e ortaggi a pieno campo.



Tecniche innovative di coltivazione

La continua volontà di apportare migliorie e innovarsi, l'assenza di una tradizione locale ma anche nazionale e scientifica per questo tipo di coltura portano Vincenzo a girare e visitare luoghi e aziende in tutto il mondo con l'obiettivo di conoscere tecniche di coltivazione dove questo tipo di coltura è ben radicata. Non si ferma a visitare Bronte, unica area produttiva di pistacchio in Italia, ma si spinge in Spagna, in California: zone in forte fermento e all'avanguardia tecnologica per tecniche innovative di coltivazione, lavorazione e trasformazione di questo frutto a guscio.

Nel 2014 vengono a mancare i fratelli Colangelo e, da questo momento in poi, Vincenzo e la cugina Giulia Colangelo apporteranno cambiamenti nella gestione e conduzione dell'azienda. Le innovazioni della nuova gestione riguarderanno soprattutto le tecnica di raccolto e conservazione del prodotto. Con l'acquisto di macchine sgusciatrici il pistacchio – che precedentemente veniva lavorato a Bronte - viene sgusciato nel centro aziendale, stoccato e commercializzato in loco.



Oggi, anche con il supporto della moglie Tiziana Auletta – e con un'esperienza ventennale nel settore - Vincenzo continua a investire e ampliare la sua area produttiva: 30 ettari e seimila piante, mentre bisognerà attendere altri 5 anni perché siano produttivi gli altri 12 ettari impiantati. Questa rappresenta oggi la più vasta coltivazione di pistacchi a filari dell'intero Paese, sicuramente una delle più grandi d'Europa. Si tratta di impianti con sesti regolari, dove è possibile intervenire agevolmente con tecniche e pratiche meccaniche, a differenza dei frutti che crescono nelle sciare a ridosso di Bronte.



Mercati e rese produttive

"In questi ultimi venti anni, grazie a un connubio costante di tradizione e innovazione, il pistacchio di Stigliano è diventato un prodotto riconoscibile e apprezzato soprattutto sul mercato nazionale, in particolare da Maestri gelatai, chef stellati, Maestri pasticceri. Adesso - sottolinea Vincenzo - l'obiettivo è promuovere e far conoscere la qualità dei pistacchi di Stigliano al di fuori dei confini regionali anche in considerazione delle capacità produttive. A differenza del pistacchio biennale di Bronte, qui il raccolto avviene ogni anno".

"La raccolta costante del frutto - seppure con oscillazioni e rese di quantità che variano entro il 20-35% - ci permette di soddisfare appieno le richieste dei nostri clienti e di mantenere un prezzo stabile nel tempo. Laddove non incidano fattori concomitanti e variabili che condizionano le rese produttive, come ad esempio la potatura, un clima con inverni troppo rigidi, particolari anomalie climatiche, la produzione è di circa 3 ton/ettaro di frutta in guscio asciutto".



"La maggior parte del nostro prodotto viene venduto In Italia e un 3-4% in Europa, tra la Germania e la Svezia. I volumi, negli anni, sono andati sempre crescendo: oggi siamo al massimo della produzione. Per accrescerli ulteriormente bisogna aspettare l'entrata in produzione dei nuovi impianti. Il prezzo del pistacchio di Stigliano è leggermente più alto di quello iraniano, con quotazioni che variano dai 27-28 euro al Kg. Non è possibile fare un rapporto con il pistacchio di Bronte perché quest'ultimo subisce l'andamento del mercato in relazione alle quantità di raccolto che avviene ogni due anni, in un ciclo di annate di carica e di scarica".



Varietà, processi di lavorazione e prodotti

"Tra le varietà di pistacchio in produzione - sottolinea Vincenzo - quella prevalente si chiama Aegina: il suo nome deriva dal luogo dove nasce, l'isola Aegina nel golfo di Atene, storicamente un luogo vocato a tale produzione.
Coltiviamo in piccole quantità anche la varietà tipica che caratterizza il pistacchio di Bronte detta Bianca o Napoletana".

In merito alle differenze tra le due varietà, il Professore Giuseppe Ferrara docente di Arboricoltura e Frutticoltura presso l'Università degli Studi Aldo Moro di Bari così dichiara: "La cultivar Napoletana presenta un vigore medio e una fioritura tardiva. Dimensione del frutto medio-piccola e una bassa percentuale (30%) di frutti aperti. Il peso del seme è di circa mezzo grammo, di colore verde e di buon sapore. La raccolta avviene verso l'inizio di settembre. La cultivar Aegina presenta una buona produttività, con frutti mediamente più grossi e con una percentuale di apertura di frutti di circa il 90%. Il peso del seme è di circa 1 grammo e presenta un buon sapore".

I prodotti a marchio Pistacchio di Stigliano sono molteplici, oltre al prodotto fresco e in granella tra le referenze figurano semilavorati, creme dolci e il pesto di pistacchio

Il pistacchio fresco viene pulito dal guscio e lavorato al naturale senza trattamenti né tostatura e conservato sottovuoto per mantenerne inalterate le caratteristiche organolettiche. Per le gelaterie e pasticcerie, si produce un semilavorato di pistacchio, disponibile in fusti da 3Kg trasformato in pasta pura presso un'azienda piemontese specializzata anche nella lavorazione delle nocciole.

Tra le referenze, anche la granella di pistacchio prodotta allo stato puro, senza tostatura né salatura, ottima base per chi vuole dare un tocco di creatività in cucina o per i maestri pasticcieri e cioccolatieri. Ottima anche la crema di pistacchio dolce e il pesto salato per condire la pasta: entrambe vengono trasformate da aziende locali, e successivamente commercializzate in boutique alimentare e specializzati.

Contatti:
Pistacchio di Stigliano

Azienda agricola Ricciuti Vincenzo Maria
C.da Sauro - Capalbi
75018 Stigliano (MT) - Italy
Cell.: +39 347 1087243
Email: info@pistacchiodistigliano.it
Web: www.pistacchiodistigliano.it

Data di pubblicazione: 20/03/2018
Autore: Concetta Di Lunardo
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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Commenti:


La celebre frase di V. Alfieri , contenuta nella Lettera responsiva a Ranieri de' Casalbigi, si adatta benissimo a quello che siete riusciti a ottenere, perseguendo con caparbietà una idea che si è rilevata vincente. BRAVI. Ad maiora.
Valentino Boccola, Bari, Bari (email) - 23/03/2018 09:39:45


È l'azienda Colangelo-Ricchiuti un esempio meraviglioso di come una coraggiosa e intelligente idea imprenditoriale, direi sorprendentemente creativa per il sud, possa produrre non soltanto pregiati frutti ma anche gratificazioni morali e professionali oltre che materiali. Si spera che una così apprezzabile intrapresa possa convincere molti giovani delle nostre comunità che per il progresso personale e di tutti contano soprattutto le idee e la volontà di fare.
alessandro colangelo, MATERA, MT - 22/03/2018 11:48:16


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