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Dal seminario sulla gestione delle acque nella filiera agrumicola

Basta emergenze acque irrigue, servono gli investimenti

E' ancora la questione siccità a stare al centro dell'agrumicoltura siciliana. Questa volta se ne è parlato nel corso di un apposito seminario su 'Gestione delle acque nella filiera agrumicola', svoltosi sabato 24 febbraio 2018 nella Sala Convegni ESA - Sopat 75 – a Ribera, territorio di produzione dell'arancia di Ribera Dop. L'evento si inserisce nel contesto di una serie di appuntamenti nell'ambito del progetto 'Social Farming. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana 2.0', realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.


Sopra: rete stazioni Sias in Sicilia

"Abbiamo ritenuto indispensabile, in tempi di cambiamenti climatici, siccità e crisi idrica, affrontare tematiche riguardanti la gestione razionale delle acque della filiera agrumicola, in particolare, nel nostro territorio di coltivazione dell'arancia di Ribera DOP – spiega Giuseppe Pasciuta, dirigente del SIAS, Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano e presidente del Consorzio di tutela dell'Arancia di Ribera Dop - Le basse precipitazioni registrate negli ultimi tre anni, le dighe giunte al 40% della loro capacità d'invaso e la fatiscente rete di distribuzione idrica preoccupano tutti i nostri operatori agrumicoli per i possibili danni irrimediabili che possono causare alla produzione e alle imprese".

"In questo seminario - aggiunge il dirigente nella sua duplice veste - sono stati presentati gli strumenti innovativi che possono razionalizzare e migliorare l'uso della risorsa irrigua: le possibili soluzioni tecniche di breve, medio e lungo periodo e la necessità di sensibilizzare le istituzioni a una programmazione e realizzazione degli investimenti necessari per affrontare al meglio questa emergenza. Basterebbe copiare bene da chi ha trovato soluzioni a problemi di siccità, come Israele".



Interessante anche all'intervento del professore Antonino Marco Cancelliere (nella foto sopra), ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia (ICAR02) al Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, nell'Università di Catania. "Se in Sicilia sono coltivati 20mila km quadrati, solo 3mila sono irrigati", ha detto il cattedratico. In particolare, Cancelliere ha trattato l'attuale gestione dei sistemi di invaso e di distribuzione delle acque a uso irriguo e le possibili soluzioni, alla luce dei dati previsti sui cambiamenti climatici, a partire dagli investimenti necessari.



Infine, Corrado Vigo (nella foto sopra), libero professionista e presidente Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Sicilia,ha presentato le diverse tecniche di irrigazione in agrumicoltura e chiarito l'importanza di una progettazione che tenga conto dei sistemi innovativi per razionalizzare l'uso dell'acqua nelle diverse situazioni colturali, affrontando la tematica dell'irrigazione quale componente prioritaria per la produzione degli agrumi. In particolare si è soffermato sugli elementi essenziali per una buona progettazione degli impianti, dei vari sistemi irrigui, anche quelli automatizzati, della cura della filtrazione delle acque, ma soprattutto dei vari metodi irrigui. Il professionista ha  posto  grande attenzione sulla riduzione delle acque utilizzate e la migliore distribuzione, sia per ridurre i consumi, ma anche per abbattere i relativi costi energetici e della manodopera necessaria.
 
Il progetto Social Farming prevede anche la realizzazione di corsi formativi gratuiti (i primi partiranno all'inizio di marzo) aperti ai soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro (giovani, donne, disoccupati, migranti) e una call per idee d'impresa innovative nella filiera agrumicola (tutte le info su socialfarming.distrettoagrumidisicilia.it) che scadrà il 31 marzo 2018.

Data di pubblicazione: 27/02/2018
Autore: Gaetano Piccione
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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