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La clessidra

Il futuro e' gia' presente: lanciata la sfida competitiva con il resto d'Europa

Serra idroponica di 11 ettari: una piccola Olanda in provincia di Ferrara

Una serra di 11 ettari con, al centro, il magazzino di lavorazione e confezionamento. Una produzione 12 mesi l'anno grazie al riscaldamento ottenuto dall'energia in più dell'adiacente centrale a biogas. Per ora un'unica tipologia di prodotto, il pomodoro. La struttura è operativa da un paio di mesi (a metà dicembre sono stati effettuati i primi trapianti) e la raccolta è in corso. Una struttura che è una meraviglia, come solo in alcune nazioni (vedi Paesi Bassi) si può trovare. Non a caso, la tecnologia utilizzata è olandese.


L'esterno della serra a Ostellato (Ferrara)

A realizzare serra e impianto è la Fri-El, azienda di Bolzano che in precedenza aveva ha realizzato una struttura simile a Crevalcore (cfr. FreshPlaza del 4/05/2016), seppure molto più piccola, poco meno di tre ettari.


Luca Vincenzi e Marco Manganelli

"La serra viene riscaldata con l'energia prodotta dall'impianto di biogas - spiegano due responsabili Marco Manganelli e Luca Vincenzi - e in questi giorni di gennaio la temperatura media, nell'arco della giornata, è di 20 °C, mentre l'umidità relativa è del 75%. L'accrescimento delle piante di pomodoro, in condizioni controllate, può arrivare a 13-20 cm al giorno".


Alessio Orlandi, dal primo gennaio 2018 responsabile commerciale FreshGuru

Accompagnati dal responsabile commerciale Alessio Orlandi, nei giorni scorsi abbiamo visitato la struttura. Siamo a Ostellato, in provincia di Ferrara. Da quando c'è la serra, si nota un nuovo fermento. Già ci lavorano più di 100 persone che saliranno a oltre 200 quando sarà a regime. Diversi tecnici, come Vincenzi e Manganelli, vengono da fuori; quindi tutto ciò ha contribuito a far ripartire il mercato degli affitti e qualcuno sta valutando di acquistare casa. Segno che l'agricoltura, affrontata con specializzazione e un piano operativo ben saldo, porta benefici a tutto il territorio, oltre che a tutta l'economia.


Uno dei bacini di raccolta acqua

Gli spazi non mancano e la grande serra con l'impianto di biogas si distende su una pianura che ha ancora ampi spazi sfruttabili, tutto attorno. Prima di arrivare all'ingresso, si nota una grande vasca per la raccolta dell'acqua piovana. Ce ne sono diverse, una per ogni blocco di serre. Si entra dentro la struttura, ma in realtà si è in mezzo alla luce. Le strutture sono alte, al colmo, 8 metri. Il corridoio degli uffici e la sala riunioni si affacciano sulla serra e sono inondati di luce. Per entrare in serra occorre prima passare alla pulizia delle scarpe tramite spazzole con disinfettante.


La rotaia fra le corsie di pomodoro. Qui scorrono i carrelli con cui gli operatori effettuano la raccolta

All'interno, i 22 °C contrastano con i 5°C dell'esterno. Le piante di pomodoro affondano le radici nel substrato di lana di roccia e vengono alimentate dalla soluzione con acqua e minerali. Ora siamo ancora al primo ciclo: al termine, tutto il substrato sarà cambiato per evitare l'insorgere di malattie e l'insediamento di patogeni.


Foto eseguita dall'alto, al di sopra delle piante. Si notano i led rossi e blu e gli agganci per i fili a sostegno dei palchi

Le piante sono posizionate in file e i palchi vengono sorretti da fili. A terra, gran parte del pavimento è cementato e al centro di ogni fila è posizionata una rotaia su cui corrono i carrelli per la raccolta. Sono idraulici e possono essere alzati per arrivare a raccogliere anche nei palchi più alti.


Foto eseguita dall'alto, all'altezza dell'ultimo palco

Dall'alto di un carrello si nota bene la distesa di led che supportano l'illuminazione naturale. Specie in inverno, quando la luce è poca (anche a causa della nebbia della zona) i led permettono di rendere regolare l'accrescimento e la produttività. In particolari ore del mattino e della sera, chi è in serra ha l'obbligo di usare degli occhiali protettivi, in modo che gli occhi non si affatichino.


Confezionamento diretto in serra

"L'impollinazione - spiegano Manganelli e Vincenzi - è coadiuvata dai bombi. Vi è un sistema di chiusura wireless per far sì che non siano in volo quando cala la luce, con la conseguenza di rimanere disorientati, evento che ne causerebbe la morte. La lotta biologica che effettuiamo è svolta quasi totalmente tramite insetti utili. La coltura in pratica è biologica, anche se il regolamento prevede che solo con coltivazione in suolo si possa certificare bio. Ma, nella prassi quotidiana, trattamenti a base di sostanze chimiche di sintesi non se ne fanno".


Alcune cassette (Bioplanet) con i bombi. Un sistema wireless permette la chiusura e apertura automatica.

L'ambiente in sé è tecnologicamente avanzato, ordinato, e trasmette molta serenità. E' infatti presente un impianto di diffusione audio che trasmette musica. In alto, vi è la possibilità di aprire dei teli ombreggianti, in previsione del forte sole estivo.


Semplice dispositivo per rafforzare il ramo ed evitare rotture a causa del peso del grappolo. Sullo sfondo, le luci led

Dal punto di vista commerciale, le idee del responsabile Orlandi sono tantissime. "Facciamo un passo alla volta - dice Alessio, che è in forze nell'azienda dal primo gennaio 2018 - ma siamo consapevoli di avere un prodotto uniforme, in termini di qualità e quantità. Possiamo discutere e confrontarci con le maggiori catene distributive d'Europa. A regime, saremo in grado di fornire, tramite accordi preliminari, non solo pomodori ma anche altre referenze che ci saranno richieste".

Contatti
Fri-El Greenhouse
Alessio Orlandi - resp. commerciale
Email: alessio.orlandi@freshguru.it
Web: www.fri-el.it

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