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Dati Ismea dal 27 novembre al 3 dicembre 2017

Ripresa delle quotazioni per cavolfiori, lattuga e spinaci

L'ultima settimana di novembre è stata caratterizzata da una ripresa delle quotazioni per cavolfiori, lattuga e spinaci. Tale aumento è attribuibile alle temperature più rigide che si sono avute negli areali del nord e conseguente rallentamento dell'offerta immessa sul mercato. Di contro al centro-sud, le produzioni sono risultate spesso abbondanti e superiori ai livelli della domanda e ciò ha determinato il calo dei listini osservato per carciofi, finocchi ed indivia. Tra i prodotti di serra, il mercato è risultato particolarmente dinamico per i pomodori, mentre si è rilevato un calo di interesse per peperoni e zucchine.

Ortaggi a foglia: leggera ripresa dei prezzi della lattuga. L'aumento dei listini è stato osservato per le varietà Gentile e Romana di origine veneta grazie a un ridimensionamento dell'offerta. Di contro sulle piazze pugliesi, la maggiore disponibilità, unita a una domanda poco propensa al consumo, ha determinato il calo delle quotazioni. Anche per gli spinaci si è osservata una leggera ripresa dei listini. L'abbassamento delle temperature negli areali produttivi del nord ha determinato un rallentamento dello sviluppo del prodotto con conseguente calo dell'offerta. E' proseguita regolarmente invece la raccolta per indivia e radicchio e i quantitativi commercializzati sono risultati in aumento; di contro, i consumi sono ancora limitati e le contrattazioni si sono concluse con prezzi tesi a ribasso.

Carote: non si sono osservate variazioni per il prodotto di origine abruzzese. Gli scambi sono avvenuti a rilento a causa di una domanda poco attiva e i listini hanno subito un nuovo assestamento a ribasso. Prezzi medi stabili per le carote di origine ferrarese.

Cavolfiori: ha trovato conferma l'aumento delle quotazioni per il prodotto di origine veneta grazie alla minore offerta immessa sul mercato. Positivo l'andamento commerciale anche sulla piazza di Salerno, favorito da un momentaneo vuoto produttivo che ha permesso una ripresa degli scambi. Per il prodotto di origine pugliese e del metapontino l'abbondante offerta, sia di prodotto locale sia estero, ha determinato il calo dei prezzi osservato in settimana. Stabili invece i listini nei restanti areali produttivi.

Finocchi: non si arresta la dinamica flessiva delle quotazioni. L'offerta sostenuta non riesce a essere facilmente collocata sul mercato a causa di una domanda poco propensa all'acquisto. I maggiori cali si sono rilevati negli areali del cesenate, della Basilicata e in quelli pugliesi, dove si è osservato anche un minor livello di consumi. Più stabile invece il mercato per il prodotto di origine salernitana e del napoletano. Gli scambi sono avvenuti sempre a ritmi lenti ma la domanda è risultata in linea con i quantitativi offerti.
 
Carciofi: ulteriore contrazione dei prezzi medi all'origine. Il tempo stabile ha consentito il regolare svolgimento delle operazioni di raccolta in tutti i principali areali produttivi, con offerta in fisiologico aumento. Gli scambi sono avvenuti a ritmi regolari grazie a una domanda interessata, ma le richieste sono risultate inferiori ai quantitativi offerti e i listini hanno teso al ribasso.

Fagiolini: in progressiva diminuzione i quantitativi raccolti e commercializzati. Il prodotto dal buon profilo qualitativo ha suscitato un discreto interesse da parte della domanda. Le contrattazioni sono avvenute a ritmi constanti e sulla base di prezzi tesi al rialzo.


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Ortive a frutto in serra: il mercato ha presentato andamenti contrapposti in relazione ai diversi prodotti osservati. Un aumento dei listini è stato registrato per il comparto dei pomodori, e in particolare per il ciliegino e la tipologia rosso a grappolo. Gli scambi sono avvenuti a ritmi sostenuti grazie alla buona richiesta da parte della domanda. Al contrario per i peperoni verdi e le zucchine scure, la domanda è risultata poco dinamica e i listini hanno teso al ribasso. Anche per cetrioli e melanzane, gli scambi sono avvenuti a rilento ma le contrattazioni si sono concluse sulla base di prezzi medi invariati.

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