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Il commento del presidente degli agronomi di Ragusa Francesco Celestre

Discariche e roghi di plastica in serricoltura, una piaga insostenibile

Ancora una volta si ripropone drammaticamente il problema ambientale correlato alla serricoltura della 'Fascia trasformata', culla dell'orticoltura siciliana. E' dell'altroieri, infatti, la notizia del sequestro effettuato dalle Fiamme Gialle di Ragusa, che ha interessato un'area di oltre 1 ettaro, adibito a discarica abusiva, contenente oltre 20 tonnellate di rifiuti pericolosi.



L'attività è stata svolta dai Finanzieri della Compagnia di Vittoria (RG), i quali, durante una perlustrazione nell'agro di Acate lungo la S.P. 91, hanno scoperto nei pressi di un'azienda agricola, una vera e propria discarica a cielo aperto, contenente numerosi rifiuti abbandonati sul suolo non impermeabilizzato e quindi con conseguente rischio di contaminazione del sottosuolo e delle falde acquifere.

In particolare, sono stati rinvenuti imballaggi in plastica, rifiuti organici, vaschette di polistirolo e matasse di nylon, tutti materiali di scarto provenienti da agricoltura in serra, potenzialmente contaminati da prodotti fitosanitari e quindi altamente inquinanti e pericolosi.



Sull'accaduto abbiamo chiesto un commento al presidente dell'Ordine dei dottori Agronomi e forestali della provincia di Ragusa, nonché vice presidente della Federazione degli Agronomi di Sicilia, Francesco Celestre.

"Si tratta di un problema annoso che vede le aziende agricole operare, colpevolmente, in maniera difforme rispetto alla normativa vigente - ha detto Celestre (in foto) - ma, pur non giustificando alcuno dei comportamenti illeciti, bisogna registrare che nella nostra provincia non esiste alcuna discarica autorizzata per la dismissione di detti rifiuti pericolosi".

"Alla problematica della dismissione corretta della plastica, delle manichette e del polistirolo - continua il presidente - si aggiunge la difficoltà dello smaltimento dei rifiuti organici, che prima di essere conferiti devono essere analizzati. Senza dimenticare che anche il materiale organico è mescolato con spaghi di nylon e gancetti utilizzati nella coltivazione. La politica regionale deve attivarsi per rendere meno contorta la burocrazia legata al rilascio delle autorizzazioni per l'attivazione di dette discariche, diventate ormai imprescindibili. Ciò non toglie che, nelle more dell'implementazione delle discariche, le aziende agricole debbano agire sempre e comunque nella legalità più totale".



"In alcune aree del sito sono stati scoperti numerosi accumuli di materiale vario incenerito - si legge in una nota della G.di F. - successivamente coperto da strati terrosi, in modo tale da non rendere visibile lo stoccaggio abusivo. Una vera e propria attività illecita, strutturata al fine di risparmiare sui rilevanti, ma obbligatori, costi di smaltimento dei rifiuti speciali secondo la normativa vigente".



I militari, per quanto trovato, ipotizzano "a carico dell'amministratore dell'Azienda agricola, gli eco-reati di realizzazione e gestione di discarica abusiva, nonché di combustione illecita di rifiuti. Sono in corso ulteriori accertamenti disposti dalla locale Autorità Giudiziaria al fine di individuare tutti i responsabili di tale disastro ambientale".

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