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La clessidra

A causa di problematiche relative alla colorazione dei frutti

L'Argentina non potra' esportare limoni negli USA fino al 2018

L'Argentina dovrà aspettare fino al prossimo anno per esportare limoni negli Stati Uniti, nonostante abbia già ricevuto l'approvazione. La ragione riguarda i requisiti relativi alla colorazione dei limoni imposti dagli USA.

Gli Stati Uniti hanno richiesto, e l'Argentina ha accettato, un protocollo sanitario che prevede che il colore dei limoni al momento della raccolta debba essere "giallo-verde". Questo requisito è stato pensato per minimizzare il rischio di fitopatie durante la maturazione dei frutti sugli alberi.

La raccolta di limoni va da aprile a settembre. Il 90% si concentra nel suddetto periodo e, quest'anno, è terminata il 13 settembre. Tra novembre e gennaio viene raccolto il restante 10% dei frutti, che però non soddisfano i requisiti di qualità per l'esportazione.

Il settore utilizza uno schema di misurazione a otto colori, dal verde scuro al giallo. Il tipo di limoni giallo-verdi richiesti dagli USA dovrebbero essere raccolti tra maggio e luglio.



Dopo vari tira e molla e dopo che il presidente USA Donald Trump a poche ore dal suo insediamento ha revocato l'autorizzazione concessa dal suo predecessore Barack Obama, lo scorso maggio gli Stati Uniti hanno approvato l'ingresso dei limoni argentini nel Paese. Tuttavia, la conferma definitiva è arrivata il 17 agosto, troppo tardi quindi, secondo le fonti, per avere limoni con la colorazione richiesta dal protocollo USA.

In breve, i limoni per il mercato statunitense devono essere raccolti prima che diventino gialli, anche se poi in realtà lo diventano durante il trasporto verso la destinazione.

Alcuni osservano che questo requisito, e la conseguente approvazione finale degli USA, è stato pensato per non irritare i produttori californiani, gli stessi che nel 2001 sono riusciti a fare emettere una sentenza per escludere i limoni argentini dal mercato. Gli Stati Uniti consumano circa 630mila ton di limoni freschi, il 95% delle quali viene fornito dalla California e il restante 5% proviene dalle importazioni dal Cile e da altri mercati.

Anche se i frutti richiesti dagli USA non sono disponibili, l'Argentina ha altri mercati a disposizione. Alla fine di luglio 2017, il Messico ha approvato l'importazione dei limoni dall'Argentina con requisiti minori e il Paese ha potuto effettuare le sue prime esportazioni tramite la società agrumicola San Miguel.

Dopo l'apertura del mercato USA per i limoni argentini (anche se l'export comincerà solo nel 2018), l'Argentina sta tentando anche di favorire l'export di mandarini.

Secondo i dati Senasa relativi ai limoni freschi, nei primi sette mesi dell'anno l'Argentina, il principale produttore al mondo che concentra l'80% della sua produzione a Tucumán, ha esportato 208.913 ton di limoni, il 7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Il grosso delle esportazioni è andato a Paesi europei.

Fonte: lanacion.com.ar

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