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Dalla 62esima Mostra pomologica al CREA-OFA di Roma

Analisi sensoriale utile per capire cosa vuole il consumatore. Guarda tutte le foto!

Poca, pochissima partecipazione sabato 29 luglio 2017 alla tradizionale Mostra pomologica organizzata presso la sede del CREA-OFA di Roma, giunta alla sua 62ma edizione. Una giornata che è stato lo specchio della frutticoltura nazionale: in crisi e con scarso entusiasmo. Anche fra i sei vivaisti iscritti all'esposizione ci sono state defezioni, e solo in quattro hanno presentato le proprie novità.

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La mostra - semideserta - del 29 luglio 2017 al CREA-OFA di Roma

"Una cosa del genere non me l'aspettavo" oppure "abbiamo toccato il fondo" sono stati i commenti più ricorrenti fra i pochi partecipanti. Il tutto con molto dispiacere, perché se il comparto ortofrutticolo, in tal caso quello delle drupacee, va male, a rimetterci è tutto il sistema Italia.

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"Se non si fa qualcosa in fretta, entro dieci anni i consumatori spenderanno di più per mangiare peggio", è stato il commento del consulente agronomo Pietro Cimatti che non manca mai a questo genere di eventi. "Pare ci sia un piano per far arrivare la frutta solo dall'estero, mentre le nostre aziende frutticole sono costrette a chiudere. E' una situazione scandalosa: nessuno ne parla, nessuno si agita, se non alcuni del settore. Una classe di imprenditori è costretta a chiudere nell'umiliazione".

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Il direttore Paolo Rapisarda

"Ma non è così per tutti - continua Cimatti - Pochi anni fa, il direttore di una grande cooperativa ortofrutticola è andato in pensione con 350mila euro annuali di stipendio e 2 milioni di euro di TFR. Per carità: se i suoi soci guadagnassero tanto, allora ben vengano questi super-stipendi da petrolieri. Ma dato che i frutticoltori della coop sono alla canna del gas e lottano ogni stagione per qualche centesimo in più, ecco allora che questa mi pare una cosa scandalosa".

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Un momento del convegno sull'analisi sensoriale

Un altro visitatore ha espresso un parere su come queste mostre, un po' ovunque, vengono organizzate: "Trent'anni fa si facevano così e ancora oggi si segue la stessa linea. Ma i tempi sono cambiati. Si dovrebbero fare mostre pomologiche specializzate, incentrate per tipologie di prodotto. Ad esempio suddividere pesche e nettarine per tipologia di gusto, dolci e acidule, oppure per attitudine alla trasformazione, o per la propensione a produrre in quantità tali da dedicare all'esportazione o per qualità da vendere a prezzo alto nei mercati interni. Insomma, a cosa serve nel 2017 esporre 300 tipologie inserendo anche varietà come Redhaven o Big Top che tutti conoscono e che ormai sono state sostituite?".

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E' stato organizzato anche un panel test con alcune tipologie di pesca

Nella mattinata si è tenuto il convegno "Qualità della frutta e analisi sensoriale" presieduto da Paolo Rapisarda, direttore del CREA-OFA. Relatori: Nicoletta Timpanaro del CREA di Acireale, Stefano Predieri del CNR e Roberto Ciccoritti del CREA di Roma. Il messaggio che ne è emerso è la necessità di valorizzare di più l'analisi sensoriale, al fine di incrementare i consumi, identificare al meglio i gusti e le preferenze dei consumatori e selezionare la frutta in base a questi parametri.

Data di pubblicazione: 31/07/2017
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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