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Pomodoro siccagno di Villalba: fiore all'occhiello della Fattoria di Gèsu

"Del pomodoro siccagno, che per i trasformati è il nostro prodotto di punta, custodisco gelosamente l'antica semente locale per i produttori della cooperativa Rinascita di Valle d'Olmo di cui io stesso faccio parte come conferitore di materia prima, soprattutto per la trasformazione di conserve di pomodoro", così racconta Francesco Di Gèsu, titolare dell'omonima azienda biologica Fattoria Di Gèsu, sita a Villalba (CL) e che vanta una lunghissima storia, cominciata nel 1850.



Ci troviamo in un territorio che, per la sua particolare posizione geografica, è penalizzato dal punto di vista dell'accessibilità, ma privilegiato per quanto riguarda le produzioni agricole, riconosciute di altissima qualità, grazie alla particolare azione benefica del microclima.



"Si racconta che un mio avo, Raffaele Di Gèsu commerciante di professione, notò subito come i prodotti rurali che provenivano dal 'Bilici', una contrada del territorio di Villalba, presentavano caratteristiche qualitative superiori. Maturò quindi la decisione di acquistare un podere e di trasferirsi con sua moglie e i loro 9 figli, iniziando a edificare la masseria".

"Dopo diverse vicissitudini e parecchie generazioni trascorse, da circa vent'anni, siamo io e mio fratello Alessandro a condurre l'attività. Coltiviamo una varietà di prodotti biologici certificati tra cui cereali e ortive a pieno campo, dislocati negli 80 ettari di terra che lavoriamo nel rispetto dell'ambiente e nella ricerca e valorizzazione di specie autoctone".



L'azienda produce passata di pomodoro siccagno del Bilici, passata di pomodoro siccagno di Villalba, pomodoro secco.

"Facciamo del nostro meglio per custodire la biodiversità: tutte le nostre produzioni sono rigorosamente certificate e coltivate secondo i disciplinari della produzione biologica. Anche l'avvicendamento stagionale dei prodotti tiene conto della vocazione del territorio, cercando di stressare il meno possibile i terreni, per garantirne la fertilità naturale".

Il pomodoro siccagno è iscritto nel paniere dei presidi Slow Food.

"Tengo a precisare che il Pomodoro Siccagno non è di per sé una varietà, ma il risultato di antiche varietà locali di pomodoro, coltivate in asciutto, nel bacino idrografico del torrente Bilìci".



Il più diffuso è il "pizzutello", un pomodoro da serbo di piccole dimensioni dal quale si ottiene una passata molto fine e dal sapore unico, ed è grazie a questa tipicità che la coltivazione è ancora diffusa e ricercata nel territorio, seppur relegata a piccole produzioni di nicchia.

La semina del pomodoro siccagno viene effettuata in primavera in pieno campo, spargendo un po' di seme dentro piccoli fossi opportunamente preparati.

Le piante vengono successivamente diradate, lasciandone solo due per posto. Tuttavia viene anche praticata la semina in semenzaio prima della fine dell'inverno, con successivo trapianto a dimora delle piantine. In questo modo, si anticipa la raccolta di qualche settimana.

La raccolta è scalare e viene effettuata solo manualmente dalla fine di luglio alla fine settembre o anche oltre.

"In fattoria coltiviamo altre varietà antiche locali e tra queste un pomodoro piccolo di forma tonda e uno grande dall'aspetto costoluto. Il primo, dalla buccia spessa - sottolinea Francesco - viene generalmente consumato in inverno, grazie alla spiccata serbevolezza dei frutti sulla pianta. L'altro, dalla buccia sottile, viene preferito per la preparazione di insalate".

Il siccagno è interessante per la tecnica agronomica di coltivazione: crescendo senza acqua, concentra al massimo sia i sapori che le proprietà organolettiche e nutrizionali. Ricco di vitamina A e vitamina C, nonché di antiossidanti come il licopene, ha anche un basso contenuto di calorie. E' molto saporito, tanto che la passata può essere cucinata anche senza sale.


La trasformazione delle produzioni agricole avviene attraverso un'attenta verifica dei processi al fine di preservare al massimo le caratteristiche naturali del prodotto originale, per arrivare a un prodotto finito pressoché inalterato.

La passata viene ottenuta dalla concentrazione sotto vuoto, con pomodoro selezionato a mano.

Le basse temperature utilizzate durante il processo di concentrazione, lasciano inalterati i pregi del pomodoro, in termini di colore, aroma e sapore.

L'azienda è dotata anche di una struttura ricettiva: tra le attività della fattoria, l'organizzazione di percorsi didattici specifici con le scolaresche di ogni ordine e grado, allo scopo di abituare gli studenti al contatto con il mondo rurale e orientarli verso un'educazione alimentare genuina e corretta.

I percorsi formativi sono mirati alla conoscenza della vita nei campi, con particolare attenzione alla trasformazione dei prodotti agricoli secondo la tradizione contadina.



Insieme ai laboratori, sono previste attività di aula, con proiezione di diapositive e filmati inerenti gli argomenti trattati, ma soprattutto visite guidate nei campi coltivati.

L'azienda commercializza il 50% dei suoi prodotti su tutto il territorio italiano; la parte restante va all'estero, con primi acquirenti gli Olandesi, notoriamente estimatori dei prodotti biologici. A seguire, il Belgio e la Germania.



"Complessivamente - riferisce Francesco - l'azienda è in crescita, anche se per questa tipologia di prodotti è impossibile fare previsioni sulle rese, perché dipende tutto da fattori e fenomeni naturali inaspettati. Ad esempio quest'anno c'è stata una scarsa resa nella fase della semina del pomodoro, nel senso che le piantine trapiantate non sono germogliate e non ne conosciamo le ragioni".

"Ciò conferma il fatto che in natura si possono fare delle ipotesi, ma le vere ragioni spesso rimangono ignote. Potrebbe essere che il seme, al momento della conservazione, non fosse stato asciugato correttamente, ma questa è solo una tra le tante ipotesi, difficili da verificare".

Il danno per noi produttori è notevole considerato che il siccagno è di per sé un pomodoro che, rispetto agli altri, ha una resa produttiva minore. Ora, sebbene questo prodotto sia quotato circa 60 centesimi al chilo in più rispetto al pomodoro irriguo, il guadagno maggiore va controbilanciato ai maggiori costi produttivi. E' infatti opportuno, dissodando costantemente il terreno e rompendone la crosta superficiale, fare attenzione a non stressare ulteriormente le piantine, che già crescono senz'acqua e a temperature che superano talvolta anche i 50°. Solo così la pianta trova il giusto equilibrio per nutrirsi".

Contatti:
Fattoria Di Gèsu
Contrada Belici

93010 Villalba (CL)
Tel.: (+39) 0934 674869
Cell.: (+39) 333 7192887
Mail: fattoriadigesu@gmail.com
Web: www.fattoriadigesu.it

Data di pubblicazione: 16/06/2017
Autore: Concetta Di Lunardo
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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