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Bio italiano al 100%: il marchio 'Garanzia AIAB' si rinnova

Quando parliamo di cibo, l'unico modo per essere certi di ciò che si compra è quello di essere informati e saper leggere le etichette. Non ci sono altre vie. Succede anche per il biologico che, nonostante tutto il rigore europeo e italiano nel garantirlo, non è esente da episodi, per fortuna molto rari, che ne mettono in discussione l'autenticità, soprattutto quando i prodotti arrivano da Paesi Extra UE. 

In aiuto dei consumatori arriva però un ulteriore strumento: è il marchio "Garanzia AIAB", in realtà già esistente da oltre 10 anni ma ora rinnovato nella sua veste grafica, che indica che il prodotto è stato sottoposto a controlli ulteriori rispetto a quelli già obbligatori per il bio e che rappresenta dunque una tutela più forte per il consumatore. Il marchio, infatti, garantisce che il prodotto, oltre a essere 100% bio (cioè senza residui) e 100% OGM free, è realizzato in Italia con il 100% di materia prima italiana. 

Già, perché l'anello debole della filiera bio è proprio rappresentato dalle importazioni da paesi terzi (quelli extra UE). Secondo i Regolamenti europei che disciplinano le importazioni, queste possono realizzarsi in regime di equivalenza da Paesi terzi dotati di propria legislazione e di un sistema di controllo equivalenti alle disposizioni dell'Unione Europea. Insomma, può succedere che i parametri adottati perché un prodotto venga considerato bio siano più morbidi rispetto ai nostri e che i controlli, che da noi funzionano molto bene, siano meno rigorosi. 

"Siamo orgogliosi – dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB - di aver proposto ai consumatori, ben prima che si attribuisse il giusto valore alle produzioni locali, un marchio, l'unico, che, garantendo l'italianità del prodotto, vuole anche sostenere lo sviluppo territoriale dell'agricoltura biologica italiana. Purtroppo oggi alla crescita della domanda interna si sta rispondendo in larga parte con prodotto importato, come dimostrano anche i dati presentati dal Ministero al SANA. Questo si traduce in un ennesimo incremento degli importatori e nella perdita di un'occasione storica per la conversione al bio di tante nostre aziende". 

Vizioli assicura che AIAB presenterà presto il marchio al Sottosegretario Manzato. Insieme, però, ad alcune riflessioni: "Se è vero, infatti, che il sistema di controllo va reso più efficace, soprattutto per le importazioni, sarebbe un errore attribuire tutte le colpe agli Organismi di controllo a cui va riconosciuto un grande sforzo di crescita negli ultimi anni". 

Secondo AIAB, infatti, Assocertbio, l'associazione di rappresentanza degli Odc, è un interlocutore serio con cui affrontare i problemi e mettere in sinergia il ruolo della certificazione con quello pubblico del controllo e della vigilanza. 

Fonte: La Stampa


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