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Dagli ulivi alle banane e alla frutta esotica

Il riscaldamento globale cambia la distribuzione delle coltivazioni

Con l'ultima bolla di calore di settembre, il 2018 si classifica al quarto posto tra gli anni più bollenti del pianeta facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. E' quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti relativa ai primi otto mesi dell'anno sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva i dati dal 1880.

Si tratta della conferma del cambiamento climatico con gli ultimi quattro anni (2015- 2018) che nel periodo considerato si classificano tutti tra i quattro più caldi da quando è iniziata la rilevazione. Peraltro nella classifica degli anni interi più caldi nella Penisola ci sono nell'ordine il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001, poi il 1994, il 2009, il 2011 e il 2000.

Una evidente tendenza al surriscaldamento che - sostiene la Coldiretti - ha cambiato nel tempo la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche con l'ulivo, tipicamente mediterraneo, che in Italia si è spostato a ridosso delle Alpi mentre in Sicilia e in Calabria sono arrivate le piante di banane, avocado e di altri frutti esotici Made in Italy, mai viste prima lungo la Penisola.

Una situazione che di fatto - continua la Coldiretti - mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche alla combinazione di fattori naturali e umani.

"L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio".

Fonte: www.coldiretti.it


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