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Agrosserva: analisi dell'ultimo trimestre 2016

In un quadro macroeconomico incerto che rende fragili i driver della fiducia di famiglie e imprese, l'andamento dell'economia agricola nazionale, nell'esito del 2016 e nelle prospettive del nuovo anno, può considerarsi soddisfacente.

Il 2016 viene archiviato dall'agricoltura italiana all'insegna di fattori sia positivi che negativi. In particolare, nel corso dell'anno diminuiscono i costi degli input produttivi, ma calano ancora di più i prezzi agricoli alla prima fase di scambio; continua a crescere l'export, ma si contrae la spesa interna delle famiglie per beni agroalimentari; aumenta il numero degli occupati, ma diminuisce il credito bancario.

Ortaggi
L'ultimo trimestre del 2016 ha mostrato nel comparto orticolo prezzi attestati su livelli più bassi rispetto allo scorso anno per le carote, particolarmente accentuato all'origine (-35% all'origine a dicembre) anche per un ritmo delle commercializzazioni tutt'altro che vivace. Da segnalare la riduzione delle semine a causa dei bassi prezzi riscontrati nella scorsa annata. L'ultima parte dell'anno ha messo in evidenza dei ribassi su base mensile anche per i cavolfiori, i cui prezzi hanno risentito delle produzioni attestate su livelli medio-alti. Ribassi che si sono attenuati a fine trimestre anche per via della crescita della domanda in corrispondenza del calo delle temperature. Andamento simile per i finocchi, con cali meno marcati solo sul finire del trimestre.

Tra gli ortaggi a foglia, le condizioni climatiche non ottimali riscontrate nel periodo ottobre/inizio novembre hanno inciso negativamente sulla produzione di lattughe, comportando rialzi dei prezzi in avvio di trimestre. Aumenti che si sono attenuati a novembre, in particolare all'origine, per riprendere poi vigore (+16% all'origine a dicembre, +28% all'ingrosso) in chiusura d'anno quando le basse temperature hanno determinato una nuova flessione della produzione.



Quotazioni sostenute e in progressiva crescita rispetto allo scorso anno per le melanzane, su cui hanno inciso la produzione inferiore, conseguente alle minori superfici investite, e i problemi fitosanitari. Da segnalare il rincaro all'origine, dove i prezzi a dicembre sono più che raddoppiati rispetto allo scorso anno. Per il peperone, gli incrementi osservati nel trimestre in esame sono ascrivibili alla produzione non elevata sia in Italia che in Spagna. Anche in questo caso, i prezzi attestati in chiusura d'anno su valori più elevati rispetto a dodici mesi prima.

Gli aumenti rilevati nel corso del trimestre per le quotazioni dei pomodori a grappolo sono dipesi principalmente dal calo della produzione olandese, di cui, di riflesso, si è giovato anche il prodotto nazionale. I prezzi, peraltro, si sono riportati sia all'origine che all'ingrosso su valori superiori all'anno precedente. Trimestre all'insegna della notevole variabilità dei prezzi per il radicchio. In particolare, dopo gli aumenti in apertura di periodo, sulla flessione mensile registrata sia a novembre che a dicembre ha pesato la maggiore disponibilità di prodotto rispetto alla media del periodo. Il livello della domanda è risultato comunque sostenuto e ha consentito ai prezzi di chiudere l'anno su valori più alti rispetto ai 12 mesi precedenti. Sia per i sedani che per gli spinaci l'ampia produzione riscontrata in autunno si è regolarizzata con il procedere del trimestre, comportando una migliore tenuta delle quotazioni.

Ultimi tre mesi del 2016 all'insegna dei rialzi per le zucchine, conseguenza della produzione contenuta. Complici le basse temperature che hanno comportato ritardi nell'accrescimento colturale, i prezzi sia all'origine che all'ingrosso hanno chiuso il 2016 su valori praticamente raddoppiati rispetto all'anno precedente. Prezzi al contrario in calo su base annua per le cipolle, in una campagna 2016 caratterizzata da un'offerta di buona qualità ma superiore alla richiesta di mercato. Le stime indicanti un leggero incremento della produzione di patate rispetto alla precedente annata, in controtendenza rispetto al calo atteso nei principali produttori europei (Francia, Paesi Bassi, Belgio, Gran Bretagna e Germania), ha impresso nell'ultimo trimestre del 2016 un leggero ribasso su base annua nelle due prime fasi di scambio.

Frutta e agrumi
All'interno del comparto frutticolo, l'ultimo trimestre dell'anno ha mostrato prezzi del limone sostanzialmente in linea rispetto allo scorso anno, anche per effetto di una produzione che, dopo il pessimo esito dell'annata precedente, registrerebbe un consistente aumento.



Sempre negli agrumi, ma spostando l'attenzione sulle arance, l'avvio dell'attuale campagna per la cultivar Navel è stato segnato da ribassi dei prezzi nelle prime due fasi di scambio. In generale, la qualità del prodotto appare comunque buona rispetto agli anni scorsi, anche grazie alle precipitazioni autunnali, sia in Italia che in Spagna. Ultimo trimestre dell'anno contrassegnato da ribassi per i prezzi delle clementine sia all'origine che all'ingrosso. Il prodotto risente infatti di uno standard qualitativo non particolarmente elevato, anche a causa delle condizioni climatiche non favorevoli nei principali areali produttivi. Peraltro, dal punto di vista produttivo si registrano volumi superiori all'anno precedente.
 
Annata positiva, con prezzi in crescita su base annua per i loti, con rincari più evidenti all'origine. Sui rialzi hanno pesato la riduzione delle quantità commercializzate e la buona qualità e pezzatura dei frutti. Offerta, al contrario, in crescita per il kako mela, soprattutto di provenienza spagnola.

Una produzione sostanzialmente in linea con lo scorso anno (-0,8% secondo le stime Assomela) ha impresso poca variabilità ai prezzi delle mele, sostanzialmente in linea con lo scorso anno. Ha fatto eccezione la cultivar Fuji, i cui prezzi hanno mostrato aumenti grazie ad una minor produzione rispetto alla scorsa annata. Minore produzione e prezzi in crescita per le pere Complice anche la riduzione produttiva rispetto al 2015, stimata dal CSO in un -11%, i prezzi delle pere sia all'origine che all'ingrosso si sono attestati su livelli leggermente più elevati rispetto allo scorso anno (a dicembre +5,3% all'origine, +5,4% all'ingrosso). Per la cultivar Abate, in particolare, si è registrato un andamento regolare delle commercializzazioni. Particolare interesse della domanda si è riscontrato per le cultivar del gruppo William e Decana.

Per quanto riguarda l'uva da tavola, la campagna commerciale si è conclusa in anticipo, e la minore disponibilità ha determinato un incremento delle quotazioni rispetto allo scorso anno.

Clicca qui per scaricare il rapporto completo.

Fonte: www.ismeamercati.it

Data di pubblicazione: 20/03/2017



 


 

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