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Le conserve di Milvia: imporsi dei limiti per rimanere in accordo con la natura



Una lunga esperienza nel mondo della comunicazione, una passione sconfinata per la cucina e una militanza nel mondo del biologico e del consumo critico nella capitale: questi i tre tratti che, combinati insieme hanno portato Milvia Vincenzini, un bel giorno, ad aprire una Iad-impresa alimentare domestica, per produrre le proprie conserve (a marchio Conserve di Milvia): 14 specialità così curate una per una da poter essere definite 14 gioiellini.



L'ingrediente alchemico: un amico contadino innamorato dei prodotti della sua terra, che nell'estate del 2012 la riempie di magnifici ortaggi. Ecco l'ispirazione; comincia la creazione. Sono anni critici per la professione che Milvia svolge da free lance. Grafica, art director e illustratrice, il lavoro cala ma aumenta il tempo libero.



Tempo libero che si trasforma in voglia di fare e creatività che si riversa su questa passione, la professionalità al servizio di questa nuova creatura. In poco tempo il catalogo della produzione si definisce, così come l'immagine dell'azienda, che si avvale di tutta l'esperienza professionale di Milvia, diventando un punto forte dell'impresa.



Prima ancora di assaggiarle, infatti, siamo attratti dai vasetti semplici, freschi, colorati, che promettono un prodotto genuino e unico. La promessa è mantenuta all'assaggio e dalle soddisfazioni dei clienti che ritornano e che riconoscono in ogni referenza la particolarità e la cura che caratterizza ogni processo di produzione, dalla scelta dei frutti fino all'invasettamento.



Quando assaggiamo le conserve, capiamo subito di trovarci al cospetto di qualcosa di curato nei minimi particolari, fatto di materie prime eccellenti e quasi sempre certificate bio, trattate con amore, combinate nella ricerca di gusti insoliti che trovano mille usi sulle nostre tavole.



"Tengo a precisare che la mia produzione di conserve non ambisce a superare i propri limiti – racconta Milvia- al contrario si impone dei limiti, forse in disaccordo con le dure leggi del mercato, ma certamente in accordo con la natura e con il significato che ogni vasetto contiene in sé".



Per questo gli ingredienti sono sempre di stagione e preferibilmente biologici, ad eccezione di quelli che provengono da mani amiche di cui si conosce l'amore e il rispetto verso i prodotti della terra; tutti nostrani, e frutto di lavoro etico.



"Ho cominciato con la Muy Piccantilla, trasformato a base di peperoni e peperoncini, ho continuato con il chutney di zucca e la confettura di peperoncino, e poi sono arrivati gli agrumi, fragole e pere e molto altro ancora. La caratteristica di non essere un'azienda agricola che in un certo senso è 'costretta' a utilizzare la frutta e gli ortaggi di propria produzione, diventa un plus, perché mi sento libera di usare quello che mi ispira, con tutta la carica di energia vitale che poi si riverserà nel piccolo vasetto del prodotto finito".



Ovviamente non troveremo le conserve nei circuiti della Gdo. Di tanto in tanto è possibile trovarle da Eataly o in alcuni mercati di Roma, accompagnate personalmente da Milvia che le spiega una per una e le fa assaggiare. Pochi i punti vendita, ma estremamente selezionati, dove è possibile trovare le 14 referenze, tra salse piccanti o agrodolci, confetture e marmellate.



Alcune conserve si prestano all'uso tradizionale per la prima colazione, altre per abbinamenti prevalentemente salati, particolarmente indicate per accompagnare formaggi, carni, legumi, pesce, cereali, insalate, verdure grigliate.

Contatti:
Conserve di Milvia

Milvia Vincenzini
Cell.: 338 4741464
Email: conserve@milviavincenzini.com
Web: www.conservedimilvia.com


Data di pubblicazione: 20/03/2017
Autore: Concetta Di Lunardo
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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