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Nel 2016 solo una lievissima contrazione della spesa familiare per i beni agroalimentari

La spesa delle famiglie per gli acquisti agroalimentari registra a consuntivo del 2016 una lieve contrazione rispetto al 2015, pari nel complesso a -0,5 punti percentuali.

Il carrello della spesa degli Italiani ancora una volta riflette lo scenario nazionale, caratterizzato da una ripresa economica lenta. Aumenta la propensione al risparmio e si allarga il divario economico in termini di ricchezza tra le famiglie, con un incremento della quota di quelle in condizioni di povertà.

La stagnazione poi dei prezzi al consumo (Indice NIC Istat 2016 vs 2015= -0,1%), letta insieme al calo in valore dello 0,5% della spesa familiare per beni agroalimentari, indica di fatto una flessione delle quantità acquistate.


Fonte: Ismea-Nielsen

Nello scenario dei prodotti alimentari, alcuni distinguo sono tuttavia doverosi, per le diverse e contrapposte tendenze seguite dai comparti del "fresco sfuso" rispetto a quelli del "confezionato".

In particolare, i prodotti confezionati (provvisti di codice EAN), con un'incidenza complessiva di quasi i due terzi (61%) sul carrello della spesa, hanno segnato nel 2016 una dinamica positiva con un recupero sui valori del 2015 del +1,8%, per il contributo soprattutto dei derivati dei cereali (+1,9% grazie soprattutto sostituti del pane,+5% e riso,+2,7%), della frutta fresca confezionata (+12%) e dell'ittico surgelato (+3,3%), segmenti in cui, il prodotto confezionato dotato di codice EAN, nel 2016 ha rappresentato rispettivamente il 76%, il 42% ed il 74% del venduto.

Al contempo i prodotti freschi, venduti per lo più a "peso variabile" (senza Codice EAN), hanno segnato una evidente flessione della spesa, nell'ordine del -4,8% su base annua, alla quale hanno contribuito i forti cali di carne (-5,3%) formaggi (-6,3%) e salumi (-9,6%), per i quali il canale dello sfuso rappresenta, rispettivamente, l'89%, il 51% e il 56% del totale vendite.

Considerando complessivamente il segmento del confezionato e del fresco sfuso, nello specifico dei beni alimentari, tra i comparti che hanno riportato un trend positivo di crescita della spesa, nel 2016, si ravvisano solo i prodotti ittici, la frutta e alcuni prodotti da scaffale. Per quanto riguarda la spesa destinata alla frutta, si registra un aumento tendenziale del +2,2%, cui contribuiscono gli agrumi (+6,8%), e la frutta in guscio (+6,7%), prodotti per quali si è assistito ad aumento dei prezzi unitari. In lieve flessione la spesa per gli acquisti di succhi di frutta (-2,1%).

La spesa per ortaggi, invece, dopo la flessione del primo semestre (-1,8%), recupera e su riallinea ai valori del 2015 (-0,1%). In dettaglio, viene segnalata una flessione dei freschi (-1,6%) e dei prodotti trasformati (-0,8%), controbilanciata dalla maggiore spesa sostenuta per l'acquisto di patate (+6,5%). Nel 2015, l'aggregato, sospinto da una tendenza inflazionistica, aveva registrato a valori correnti una crescita del 2,1% (su base annua), cui però corrispondeva in volume una contrazione del 2,4%. 

Fonte: www.ismea.it

Data di pubblicazione: 16/02/2017



 


 

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