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A cura di Vito Vitelli

Al via la campagna agrumicola nell'arco ionico apulo-lucano-calabro

Da circa tre settimane è partita sul territorio dell’arco ionico apulo-lucano-calabro la raccolta degli agrumi. Le produzioni di quest’area, costituite prevalentemente da agrumi a "frutto piccolo" (satsuma e clementine) e da arance ombelicate, pur essendo di alta qualità incontrano ogni anno difficoltà di commercializzazione a causa della congestione dei mercati nel periodo compreso tra novembre e gennaio.


Foto 1. Nell’ultimo decennio, le produzioni nel nostro Paese dei cosiddetti agrumi a "frutto piccolo" hanno registrato un incremento sia per effetto del miglioramento delle tecniche di produzione sia per l’ampliamento delle superfici coltivate. Attualmente il consumatore predilige frutti di piccole dimensioni (intorno ai 100 g di peso), apireni, facili da sbucciare (easy-peeling). In questo gruppo rientrano le clementine, i mandarini e i mandarino–simili.

Per dare una risposta concreta alla forte crisi, alcuni agrumicoltori pugliesi, lucani e calabresi, hanno intrapreso la strada dell’innovazione varietale puntando sull’introduzione di nuove cultivars, che consentono di ampliare il calendario di maturazione sia nel periodo precoce (ottobre-novembre) sia in quello tardivo (febbraio-aprile).

Calendario di maturazione di alcune varietà di agrumi a "frutto piccolo" coltivati nell’arco Ionico apulo-lucano-calabro. Il periodo di maturazione è influenzato dal portinnesto e dalle condizioni pedo-climatiche.

Fino ad alcuni anni fa, quando il grosso della superficie agrumicola dell’arco ionico era occupata prevalentemente da clementine "Comune" e arance ombelicate "Navelina VCR" e "NewHall VCR", al periodo extra-precoce, in cui si posizionava il satsuma "Miyagawa Nuc", seguiva, fino a metà novembre, un intervallo di "vuoto" di produzione nazionale parzialmente colmato da prodotto di provenienza estera non sempre di buona qualità.


Foto 2. Piante di satsuma "Miyagawa" in agro di Policoro (MT) in piena produzione, presso il campo sperimentale del Dott. Pasquale Menechino (in foto). Attraverso una razionale gestione agronomica (potatura e fertirrigazione) e un attento controllo dei parassiti (mosca mediterranea della frutta) il "Miyagawa" è la varietà del gruppo dei mandarino–simili, a maturazione extra-precoce, che consente di raggiungere brillanti risultati produttivi (oltre 80 t/ha) ed economici.

Attualmente, grazie alla disponibilità di nuovi cloni di clementine (alcuni dei quali di origine italiana), tra i più interessanti si annoverano "Caffin", "Spinoso VCR", "SRA 89", "Corsica 2", è possibile offrire al mercato un prodotto di alta qualità, anche nel periodo precoce, e conseguire interessanti risultati economici.


Foto 3. Attraverso la pratica del reinnesto (vedi articolo correlato) è possibile introdurre nuove varietà senza ricorrere al reimpianto. Per evitare bruschi cali di produzione, in agro di Corigliano (CS), gli agrumicoltori ricorrono al reinnesto parziale per una fase transitoria. Su due delle quattro branche di una pianta adulta della vecchia varietà (nella foto le branche esterne sono di clementine "Comune" - periodo di raccolta fine novembre) viene innestata la nuova varietà (le branche interne sono di clementine "Caffin" a maturazione precoce). Le due varietà coesisteranno sulla medesima pianta fin quando risulterà economicamente conveniente reinnestare anche le altre due branche della varietà obsoleta.


Foto 4. In alcune zone dell’arco Ionico risultati produttivi interessanti sono stati conseguiti con la selezione di clementine "Spinoso VCR". Per ottenere buona qualità di fondamentale importanza, sostiene Franco Passeri agrumicoltore di Palagiano (TA), è la scelta del portinnesto. L’impiego dei Citranges, in particolare Carrizo e C35, abbinato ad una razionale gestione della fertirrigazione, consente di esaltare le caratteristiche organolettiche,  ottenere maggiore precocità e contenere alcuni difetti della varietà che si manifestano in prossimità della maturazione dei frutti quali il cracking (spaccatura) e la perdita di succosità della polpa ("asciugatura").


Foto 5. Pianta di clementine "SRA 89" innestata sul portinnesto Citrange Troyer coltivata presso l’azienda agricola del Dott. Aiello in località "Marone" - Agro di Tursi (MT). Questa selezione, se ben gestita con interventi mirati di potatura e fertirrigazione,  consente di ottenere frutti di ottima qualità e livelli produttivi soddisfacenti (50 kg di frutto /pianta) a partire già dal quarto anno.


Foto 6a (qui sopra) e Foto 6b (sotto). Gli imprenditori Lopatriello (foto 6a) e Zuccarella di Scanzano J.co (MT) sono molto soddisfatti per la scelta del clementine "Corsica 2". Questa selezione è molto generosa e a partire dal secondo anno offre incoraggianti risultati economici. La precoce entrata in produzione non solo dipende dalla gestione della chioma (potature), dagli apporti idrici e nutrizionali (fertirrigazione) e dalle tecniche di coltivazione ma, come sostengono i due agrumicoltori di Scanzano J.co, è correlata anche alla qualità del materiale vivaistico utilizzato per l’impianto. Mettere a dimora piante certificate esenti da organismi nocivi è, in arboricoltura, il primo passo importante per ottimizzare il processo produttivo.


Per maggiori informazioni:
CO.VI.L. - Consorzio Vivaisti Lucani
Via Enrico Mattei, 28
75020 Scanzano Jonico (Matera)
Italy
Tel./Fax: +39 0835 954775
Cell.: +39 339 2511629
E-mail
Sito web

Data di pubblicazione: 20/10/2008



 


 

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nota
aless, firenze, italia - 20/10/2008 19:40:09


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