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Confagricoltura fa il punto sul servizio (ormai smantellato) di prevenzione e monitoraggio delle malattie vegetali nel Fucino

Lo scorso 3 marzo 2016, a Trasacco (in provincia dell'Aquila) si è tenuto l'evento "Virosi insalate nel Fucino - situazione e prospettive", organizzato da Confagricoltura L'Aquila e SATA (www.satasrl.it).

Il Convegno scientifico sul virus TSWV (Tomato Spotted Wilt Virus) ha costituito l'occasione per una riflessione sullo stato attuale del Servizio Pubblico di prevenzione e monitoraggio delle malattie delle piante nel Fucino. Promotori di questo evento sono stati gli agronomi di SATA che operano nel centro Italia con l'obiettivo di sensibilizzare gli agricoltori, tecnici e aziende di mezzi tecnici sulla problematica e condividere un razionale approccio all'avversità.

L'apertura dei lavori è stata curata da Fabrizio Lobene di Confagricoltura L'Aquila, che ha introdotto i motivi di questo incontro, relativi alla situazione verificatasi nel corso del 2015 sulle insalate fucensi legata alla diffusione del virus TSWV. La condizione dei lavori è stata curata da un esperto del settore, il dott. Domenico D'Ascenzo dell'Ufficio Tutela Fitosanitaria delle colture della Regione Abruzzo. La prof.ssa Rita Marullo (entomologa dell'Università di Reggio Calabria) ha presentato i principali vettori di virus (Thrips spp. e Frankliniella spp.) di intesse ortovivaistico, soffermandosi inizialmente sugli aspetti identificativi e tassonomici, e affrontando poi gli aspetti relativi ai cicli biologici e alle tipologie di danno (diretto e indiretto). E' stata sottolineata più volte la necessità del monitoraggio, in particolare per definire quale specie di vettore è presente in loco e sul potenziale virulifero.

Il dott. Andrea Minuto, responsabile scientifico del CERSSA di Albenga, ha illustrato la biologia del virus, i sintomi su diverse colture di interesse agrario e su piante infestanti, oltre alle modalità di campionamento delle piante sospette. Un approfondimento è stato dedicato alle tecniche di indagine e agli strumenti a disposizione per la diagnosi, aspetto molto importante al fine di una corretta identificazione del problema e l'implementazione di una strategia di gestione dell'avversità.



Il terzo intervento è stato curato dal dott. Diego Scarpa (specialista tecnico di SATA) che ha affrontato il tema virosi partendo dal contesto produttivo e normativo, identificando quali strategie le aziende agricole possono attuare, tenendo conto che il fitofarmaco è solo uno dei diversi mezzi a disposizione nel gestire il vettore. Richiamata in diversi punti la necessità del monitoraggio del vettore, la corretta valutazione dei sintomi sulle piante e l'importanza di una visione allargata del problema che richiede l'integrazione di mezzi legati all'ambiente di coltivazione, al controllo del vettore, alla gestione dello sviluppo della coltura e delle altre piante sensibili al virus.

In chiusura dell'evento, il dott. Giuseppe Concaro di SATA ha espresso - in linea con la politica aziendale - la volontà di trasmettere informazioni e conoscenza, sinergici a sviluppare servizi integrati (consulenza, sperimentazione, strategie d'intervento) con i principali soggetti della filiera coinvolti.

Il commento di Confagricoltura L'Aquila
Senza voler riesumare l'ARSSA occorre rilevare che la ristrutturazione del Dipartimento Agricoltura non ha tenuto in giusta considerazione l'unica area ad agricoltura intensiva più importante dell'Abruzzo. Confagricoltura L'Aquila ha richiesto a gran voce e ha ottenuto ad Avezzano l'istituzione della Direzione del servizio presidi tecnici a supporto al settore agricolo, ma la sconcertante decisione di prevedere due uffici a Cepagatti e a Scerni, in pratica rende questo servizio una scatola vuota testimoniata, anche, dalla mancata nomina del Dirigente responsabile.

I funzionari tecnici, quasi tutti marsicani, che si occupavano fino a due anni fa, nel nostro territorio, del bollettino fitopatologico, delle analisi agrochimiche, del monitoraggio dei nematodi, del controllo della qualità dei suoli, delle rilevazioni statistiche delle colture (si facevano ininterrottamente dal 1958), del servizio di taratura della barre irroratrici, sono stati trasferiti altrove o ad altri incarichi prevalentemente amministrativo-burocratici.



Praticamente smantellata anche la rete delle rilevazioni meteorologiche che ora si avvale di soli tre punti di rilevamento, assolutamente insufficienti per garantire un servizio efficace per aiutare gli agricoltori ed i tecnici a prevenire e controllare le malattie delle piante che dipendono prevalentemente dalle condizioni climatiche.

"Sotto questo aspetto, la ristrutturazione è stata, per il Fucino, un vero disastro, per fare un esempio è come se si decidesse di chiudere, dopo Pescina e Tagliacozzo, anche l'ospedale di Avezzano", tuona Lobene. "In Abruzzo abbiamo la fortuna di avvalerci del dott. Domenico D'Ascenzo, eminente fitopatologo che ci invidiano da tutte le altre Regioni; ma un uomo solo, peraltro senza alcuna continuità, non è sufficiente a garantire un servizio pubblico accettabile a un'agricoltura che, nel territorio, produce oltre 500 milioni di euro di PIL Agricolo e 15.000 occupati".

"Non è possibile lasciare gli agricoltori alla merce' delle case sementiere e delle società che producono e distribuiscono fitofarmaci e concimi. E' altrettanto sconcertante che le Università abruzzesi, in primis la facoltà di Bioscenza di Teramo, non si occupino di questi problemi. Confagricoltura, per organizzare il convegno, è stata costretta a chiamare esperti provenienti dall'estremo nord all'estremo sud dell'Italia", chiude sconsolato il presidente Lobene.

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