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Il pomodoro selvatico e' piu' ricco di antiossidanti

I ricercatori del Dipartimento di Biologia Molecolare e Genetica presso l'Izmir Institute of Technology in Turchia hanno trovato che i pomodori selvatici possiedono più sostanze antiossidanti che non quelli coltivati.

Tra i diversi antiossidanti che compongono il pomodoro troviamo la vitamina C, il noto licopene, il Beta carotene (o β-carotene) e poi composti fenolici e altri ancora. Gli antiossidanti, ormai si sa, sono sostanze capaci di ritardare o inibire i processi di ossidazione causati per esempio dai radicali liberi. Sono pertanto un rimedio antinvecchiamento.

In questo caso, poi, rivestono un doppio ruolo: quello di sostanze utili per la salute dell'uomo e quello di far aumentare la resistenza delle piante stesse alle avversità e malattie (o stress biotici e abiotici).

Se perciò chi si occupa di produzione di piante coltivate tende a voler trovare il modo di renderle maggiormente resistenti, vi sono, dall'altra parte, gli scienziati che intendono far sì che non solo siano più resistenti, ma che i loro frutti siano maggiormente ricchi di sostanze benefiche per l'uomo. In sostanza, creare piante che diano superfrutti: buoni da mangiare e più salutari.


Solanum pimpinellifolium

A oggi, le specie selvatiche di pomodoro sono state ampiamente utilizzate per il miglioramento della resistenza alle malattie delle piante, tuttavia non sono state oggetto di studi che ne abbiano esplorato i tratti relativi alla salute degli esseri umani.

Per rimediare, si sono attivati gli scienziati dell'Izmir che hanno condotto questo studio poi pubblicato su HortScience. Qui, i ricercatori hanno confrontato le caratteristiche antiossidanti dei pomodori selvatici con quelli delle varietà coltivate. I risultati, secondo gli autori, possono essere utilizzati per la progettazione di un programma di coltivazione con lo scopo di migliorare le caratteristiche antiossidanti in linee di pomodoro d'élite.

Il prof. Sami Doğanlar e colleghi hanno analizzato tre diverse popolazioni interspecifiche di Solanum peruvianum, Solanum habrochaites e Solanum pimpinellifolium per i tratti antiossidanti e agronomici. Di queste popolazioni hanno testato l'attività antiossidante globale solubile in acqua, il contenuto fenolico, il contenuto di vitamina C e, infine il peso dei frutti, la forma e il colore.

"Le nostre analisi – spiega Doğanlar – hanno mostrato che la popolazione Solanum habrochaites ha fornito il miglior materiale di partenza per il miglioramento dell'attività degli antiossidanti solubili in acqua e dei fenoli, rispettivamente con il 20% e il 15% della popolazione, con una significativa superiorità dei valori genitoriali per questi tratti".

Questa stessa specie di pomodori ha mostrato di possedere quasi due volte più contenuto fenolico e più attività antiossidante solubile in acqua rispetto al pomodoro coltivato. A differenza, il Solanum peruvianum è stato trovato essere il più adatto per il miglioramento del tenore di vitamina C, con il doppio di vitamina C rispetto al pomodoro coltivato.

A conclusione dello studio, i ricercatori ritengono che "le specie selvatiche di pomodoro potrebbero essere utili per il miglioramento delle caratteristiche antiossidanti nel pomodoro coltivato". Queste caratteristiche permetterebbero pertanto la produzione di pomodori più resistenti e ricchi di sostanze benefiche.
Data di pubblicazione: