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La clessidra

De Ponti (Unaproa): estendiamo a tutti i prodotti i provvedimenti UE post embargo russo

"E' una questione di equità prima ancora che un'esigenza economica estendere le misure di sostegno eccezionali previste dalla Commissione europea a tutti i prodotti ortofrutticoli colpiti dall'embargo della Federazione Russa. Nonostante, infatti, il lodevole l'impegno del nostro Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della sua struttura, le misure introdotte dalla Commissione europea sono state tardive e insufficienti, non coprono i reali costi di produzione e lasciano un settore strategico per l'economia italiana in uno stato di forte disagio dalle avversità, del tutto indipendenti dall'operato dei produttori, che lo hanno colpito negli ultimi mesi". Questo l'accorato e vigoroso appello che il presidente di Unaproa Ambrogio De Ponti rivolge al Ministro Martina, in vista del in vista del prossimo Consiglio straordinario dei Ministri agricoli in programma per venerdì 5 settembre.

Da luglio scorso è iniziata una vera e propria via crucis estiva per il comparto ortofrutticolo: dapprima la crisi delle pesche e di tutta la frutta estiva, quindi l'imperversare del maltempo che ha danneggiato moltissime produzioni ortive, infine l'embargo russo sui prodotti alimentari europei hanno messo in ginocchio il settore.

Il presidente di Unaproa (in foto) rivolge dunque al Ministro la richiesta concreta di farsi promotore di una integrazione di quanto già adottato dalla Commissione, allargando le misure di sostegno previste dal Regolamento delegato n. 932/2014 a tutti i prodotti ortofrutticoli oggetto del provvedimento russo e non solo ad alcuni prodotti, come attualmente accade. L'intervento permetterebbe di inserire tra i prodotti beneficiati anche gli ortaggi di IV gamma e della cosiddetta I^ gamma evoluta, tra i più colpiti dall'embargo. La Federazione Russa è infatti un importantissimo mercato di sbocco per queste produzioni, peraltro in netta espansione, con un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro, la maggior parte proveniente dal nostro Paese, e, allo stato attuale, una prima stima condotta tra le OP associate Unaproa quantifica il danno in oltre 12 milioni di euro.

De Ponti sollecita quindi l'attenzione del Ministro su due aspetti applicativi che non richiedono l'intervento in sede comunitaria ma rispetto ai quali piccoli accorgimenti potrebbero essere di grande aiuto per le OP. Il primo caso riguarda i criteri per la determinazione delle rese per quanto concerne la mancata raccolta e la raccolta verde: per agevolare i produttori danneggiati basterebbe fare riferimento alle rese stagionali oltre che alla media triennale degli anni precedenti.

Il secondo caso si riferisce invece alla possibilità che il prodotto ritirato possa essere destinato alla distribuzione gratuita nei confronti di tutti gli enti aventi diritto a livello comunitario e non solo nazionale. "Il provvedimento – spiega il presidente di Unaproa – non solo è possibile sotto il profilo normativo, ma è condiviso da Organizzazioni, come il Banco Alimentare, che attraverso la rete di collaborazione europea potrebbero favorire la distribuzione gratuita dei prodotti ritirati, a tutto favore degli indigenti".

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