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Il marchio collettivo certificato e' promosso da Op Apoc

Uvitaly esalta le peculiarita' delle uve da tavola del Sud Italia in un mercato altamente globalizzato

Tra qualche giorno entrerà nel vivo la campagna di raccolta delle uve da tavola del Sud Italia. Kiwa Cermet, ente certificatore, che da qualche anno segue il progetto Uvitaly-OP Apoc, è impegnata nelle consuete ispezioni presso le varie aziende associate per verificare il mantenimento degli standard che la certificazione di prodotto prevede.

FreshPlaza ha intervistato Giuseppe Bitonti (in foto), business sector manager food feed farm della Kiwa Cermet, per un approfondimento sul progetto Uvitaly.

FreshPlaza (FP): Da quanti anni la vostra azienda si occupa di certificazioni nell'agroalimentare?
Giuseppe Bitonti (GB): Kiwa Cermet opera nel settore del testing, delle ispezioni e delle certificazioni in Italia da oltre 30 anni. Come parte del Gruppo Kiwa è attivo in tutti i continenti e in tutti i settori merceologici dall'aerospaziale ai prodotti medicali e, ovviamente, all'agroalimentare, che rappresenta uno dei comparti più importanti del gruppo. Con oltre 150 dipendenti, Kiwa Cermet è leader di settore: non solo su schemi di certificazione consolidati come BRC, IFS, GlobalGAP, Produzione Integrata, ma anche per lo sviluppo di progetti specifici per la valorizzazione delle produzioni sia per gli aspetti qualitativi sia per quelli etici e sociali.
 
FP: Quando nasce il progetto di certificazione Uvitaly? Che tipo di controlli si effettuano per garantire il mantenimento degli standard e quante ispezioni si eseguono in un anno?
GB: Il progetto Uvitaly nasce nel 2011, con lo sviluppo di uno specifico disciplinare di produzione per dare garanzia sull'origine del prodotto e sul metodo di coltivazione, basato sui principi della produzione integrata e quindi rispettoso della salute e dell'ambiente.

L'attività di verifica prevede da una parte il controllo del capo filiera (in questo caso l'organizzazione di produttori APOC) e delle attività di autocontrollo lungo la filiera, dall'altra il controllo a campione dei singoli agricoltori per verificare la coerenza dei controlli del capo filiera e il livello di conformità degli operatori controllati. L'attività di verifica è, inoltre, supportata da test analitici per verificare il corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari consentiti. Il rilascio del certificato attesta l'appropriato livello di conformità raggiunto dalle aziende e, in generale, dalla filiera Uvitaly.

Si tratta di un imponente progetto di certificazione delle uve da tavola, che aggrega oltre 130 aziende agricole tra le regioni Puglia, Basilicata e Sicilia e conta una superficie viticola di oltre 1.700 ettari. I livelli di professionalità e di conformità agli standard richiesti dalla certificazione Uvitaly-OP Apoc che la Kiwa Cermet ha potuto riscontrare negli anni, durante le visite ispettive, sono da considerarsi di alto livello e fanno ben sperare per il progressivo innalzamento della qualità delle produzioni.


 
FP: Quanto pensa sia importante e necessario avere un protocollo di produzione e quali valori reputa importanti e imprescindibili per il criterio qualità in un mercato altamente globalizzato?
GB: Definire un protocollo di produzione significa delineare specifiche caratteristiche e valori chiave dei propri prodotti. Soprattutto in un mercato altamente globalizzato, questo aiuta certamente a distinguersi e a esaltare le peculiarità del proprio prodotto rispetto a quello indifferenziato. Il tema prevalente oggi è certamente la sostenibilità, nelle sue diverse componenti: ambientale, sociale ed economica. E' chiaro che, all'interno di questa vasta gamma di temi, ricercare delle caratteristiche specifiche, o ulteriori sotto specializzazioni, significa dover analizzare il proprio mercato e i propri competitor per trovare quelle caratteristiche che maggiormente possono rappresentare i valori aziendali e che possono più essere apprezzati dal proprio mercato di riferimento.

Il disciplinare Uvitaly rappresenta, in questo contesto, una base polivalente in grado di dare già evidenza di una maggiore attenzione all'ambiente e alla salute dei consumatori, senza tralasciare l'aspetto sociale della valorizzazione di un prodotto locale, ovvero di una determinata zona. Quando poi si parla di marchi collettivi, il disciplinare assume anche una valenza di garanzia e trasparenza tra coloro che vi aderiscono. Anche la certificazione assume una doppia valenza: da una parte, garanzia nei confronti del mercato rafforzando la veridicità dei claim e la fiducia nel marchio; dall'altra, garanzia di uniformità interpretativa e applicativa delle modalità produttive concordate tra i produttori aderenti.

Contatti:
Rosario Ferrara - direttore coordinatore
OP APOC
Via R. Wagner K1 (P.co Arbostella)
84131 - Salerno
Tel.: +39 (0)89 331758
Cell.: +39 331 2663528
Email: ferrara@apocsalerno.it
Web1: www.apocsalerno.it
Web2: www.uvitaly.it

Kiwa Cermet Italia
Via Cadriano 23, 40057
Granarolo dell'Emilia (BO)
Tel.: +39 (0)51 4593303
Fax: +39 (0)51 763382
Web: www.kiwacermet.it

Data di pubblicazione: 13/07/2018
Autore: Maria Luigia Brusco
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

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