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Lotta alle fumarole in Sicilia

Continua il contrasto agli illeciti ambientali in serricoltura e, dopo alcune operazioni messe a punto di recente dalla Polizia di Stato, la Polizia Provinciale di Ragusa ha denunciato all'autorità giudiziaria otto produttori e ne ha diffidati 34.
Per individuare i responsabili di questo triste fenomeno che non conosce sosta durante tutto l'arco dell'anno, assumendo le connotazioni di un'emergenza ambientale perenne, ma che si acuisce in estate, il Nucleo Ambientale della Polizia Provinciale di Ragusa ha predisposto mirati servizi con verifiche su tutta la fascia costiera iblea da Acate ad Ispica, sia in orari diurni che notturni.



I controlli effettuati dagli uomini del comandante Raffaele Falconieri hanno permesso di identificare e denunciare, per smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali tramite incenerimento, i titolari di aziende agricole site nella fascia trasformata ragusana.

Le persone in questione sono state sorprese a bruciare, all'interno dei fondi da loro condotti, ingenti masse di rifiuti vegetali, a volte frammisti a rottami plastici e contenitori di fitofarmaci.

Altri 34 titolari di aziende agricole, che avevano già dismesso gli impianti serricoli e avevano provveduto ad ammassare i propri rifiuti in enormi cataste nelle vicinanze degli insediamenti serricoli, sono stati formalmente diffidati a non procedere al rogo dei rifiuti e a smaltirli tramite ditte autorizzate.



I depositi temporanei dei rifiuti sono stati opportunamente censiti e fotografati, mentre i produttori agricoli interessati sono stati adeguatamente informati sulle procedure di smaltimento lecito. Dovranno produrre entro 90 giorni, dalla data del conferimento, la documentazione attestante l'avvenuto smaltimento nei modi indicati dalla legge, pena le sanzioni penali previste dalla normativa ambientale.

"L'opera di sensibilizzazione portata avanti dalla Polizia Provinciale negli anni - ha detto il comandante Falconieri - nonché i serrati controlli hanno permesso che il fenomeno delle fumarole diminuisse rispetto alle proporzioni registrate qualche anno fa, ma in ogni caso l'attività di contrasto non arretrerà di un millimetro e sarà condotta senza soluzione di continuità per tutto il periodo estivo, anche in orari notturni e mattutini."



L'ottimo operato fin qui svolto da Falconieri, però, non vuole avere solo un risvolto repressivo. Infatti, stante a quanto riferitoci dallo stesso comandante, da noi intervistato, "è allo studio la definizione di un protocollo d'intesa con le categorie di parte, finalizzato a favorire gli imprenditori agricoli nello smaltimento regolare degli scarti, grazie al riutilizzo di una parte di essi".

"Il protocollo - ha concluso il dirigente - è in fase di ultimazione e prevede la stipula di convenzioni con alcuni laboratori di analisi sul territorio che effettueranno l'esame necessario al riutilizzo del materiale organico nel suolo di coltivazione. I costi di laboratorio saranno per l'agricoltore veramente esigui e lo metteranno nelle condizione di lavorare serenamente e senza effettuare roghi".

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