Avvisi

Ricerca di personale




Specialecontinua »

Top 5 - ieri

Top 5 - ultima settimana

Top 5 - ultimo mese

Commenti recenticontinua »

Altre notizie

Notizie economiche



Il parere dell'esperto Matteo Selleri di Frutta&Company

Le Op siano di medie dimensioni e non troppo grandi

Per essere competitivi sul mercato mondiale dell'ortofrutta, non servono OP-Organizzazioni di Produttori di dimensioni gigantesche. Serve piuttosto avere pochi poli commerciali. Chi vende può anche concentrarsi, anzi: più si concentrano le vendite in mano a pochi, e meglio è. Sul fronte produttivo, invece, è bene che le OP siano agili e non condizionate da burocrazia e costi eccessivi.

E' l'opinione di Matteo Selleri, responsabile della società di consulenza Frutta&Company che si occupa, fra le altre cose, dell'assistenza nella costituzione di OP. "Organizzare la produzione - spiega Selleri - è ben diverso da organizzare la vendita. Sono due cose ben distinte ma, in Italia, troppo spesso si fa confusione. Le OP devono essere di medie dimensioni e controllate sul serio dagli imprenditori agricoli. Non deve essere un controllo di facciata dietro alla quale operano altre figure".

Altro discorso è l'organizzazione delle vendite: "Più OP si alleano per vendere sotto un'unica bandiera e meglio è. A quel punto, però, il referente deve essere uno solo, in modo da procedere uniti e non creare autoconcorrenze al ribasso".

Un altro aspetto da non sottovalutare, secondo l'esperto, è quello della specializzazione. "L'esperienza attesta che il consumatore ricorda bene, perché vi ripone fiducia, i marchi specialistici su ogni tipologia di frutto. Il marchio di una OP che si occupa di tutto, difficilmente sfonda. Invece, se supportato da una qualità ben riconoscibile, il consumatore si affeziona e reitererà gli acquisti. Ne sono un esempio certi marchi dei kiwi, delle banane, degli ananas, delle mele, giusto per citare alcuni frutti senza nominare i rispettivi brand".

Foto d'archivio

Le OP devono poi essere orientate alla vendita all'estero (cfr. FreshPlaza del 23/05/2018). Frutta&Company ha una base di circa un centinaio di acquirenti esteri che chiedono prodotto. Le tre nazioni più rappresentate sono Germania, Gran Bretagna e Francia. La società raccoglie gli ordini da parte dei produttori offerenti e incrocia le richieste dei buyer stranieri. Domanda e offerta, prezzo stabilito e affare fatto oppure no.

Contatti
Frutta&Company
Via IV Giugno, 5
47899 Serravalle
Repubblica di San Marino
Tel.: (+39) 335 7414702
Web: www.fruttaecompany.sm

Data di pubblicazione: 10/07/2018
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it



 


 

Altre notizie relative a questo settore:

18/07/2018 Reminder sulla protezione dei dati personali: quello che le imprese devono sapere
18/07/2018 Premiate le aziende innovative condotte da giovani in Calabria
18/07/2018 Prima i pomodori locali? Come lo sciovinismo influenza il nostro comportamento d'acquisto
16/07/2018 Un registro informatico inalterabile contro le truffe utile anche in ortofrutta
16/07/2018 Le analisi del terreno nella moderna agricoltura
13/07/2018 Uvitaly esalta le peculiarita' delle uve da tavola del Sud Italia in un mercato altamente globalizzato
12/07/2018 Video sulle buone pratiche di rotazione delle colture pubblicato da IFOAM
11/07/2018 Il biologico di Canova investe sul futuro: in un anno assunti 12 giovani tecnologi alimentari e agronomi di talento
11/07/2018 L'AgriAcademy di Ismea fa tappa a Bologna
11/07/2018 La siciliana Ecofaber celebra 20 anni
09/07/2018 L'azienda ispicese Agriblea indossa la maglietta rossa per il dramma dei migranti
05/07/2018 Il modello ortofrutticolo da seguire e' quello olandese
04/07/2018 Quali elementi per l’innovazione nel settore dei pomodori?
04/07/2018 Piu' legalita' per le arance di Sicilia
03/07/2018 Associazione Le Donne dell'Ortofrutta: un bilancio a sei mesi dalla costituzione
02/07/2018 Agrumi: COA dice no ai fenomeni degenerativi del mercato del lavoro
02/07/2018 Negli Stati Uniti possono verificarsi problemi con il recupero dei crediti
29/06/2018 Le imprese italiane sono sempre piu' sostenibili, ma non lo comunicano
29/06/2018 Vivai Cecere: il mondo agricolo guarda all'avanzamento tecnologico
29/06/2018 Perche' abbandonare l'azienda, quando basta rivolgersi a un professionista?

 

Commenti:


Buongiorno, nella lettera sopra scritta da Matteo Selleri, si evidenzia una frase in cui dice " Serve piuttosto avere pochi poli commerciali " . Questa frase lascia aprire una grossa discussione ( avere il monopolio della vendita ).Scusate, ma apro la discussione, Erino
Erino, Rovereto, Italia - 10/07/2018 10:51:41


Inserisci un commento:

Nome: *
Email: *
Città: *
Paese: *
  Mostra indirizzo mail
Commento: *
Inserisci il codice
*