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Ridotte ai minimi storici le produzioni pataticole nell'areale di Napoli

Si avvia alla conclusione la campagna commerciale della patata novella e arriva a FreshPlaza una smentita da parte di esperti del comparto alla notizia pubblicata sul sito www.marigliano.net, secondo cui a Marigliano (NA) "cade a picco il prezzo delle patate e i contadini le lasciano marcire nei campi".



Il giornale online riporta: "Sul mercato, ogni chilo di patate viene valutato tra gli 8 e i 10 centesimi. Una miseria rispetto all'impegno che questo tipo di coltivazione implica. Gli agricoltori preferiscono allora non raccoglierle. A spiazzare le patate locali sono quelle della Spagna e della Serbia vendute a 5 centesimi. Nessuno tutela la patata tipica locale".

Le testimonianze di esperti del comparto pataticolo dell'areale di Siracusa e di Napoli
Giancarlo Caia, agronomo del servizio assistenza tecnica del dipartimento agricoltura della Regione Siciliana, nonché figlio dei primi storici produttori di patata a Siracusa, azienda nata negli anni 60, segue fin d'allora l'evoluzione della produzione e commercializzazione del tubero nei più importanti areali di produzione italiani.


"In riferimento alle patate lasciate a marcire nei campi nella zona del napoletano, da un'analisi più accurata emerge un quadro dei fatti più realistico, suffragato dai dati Ismea. Nella 23ma settimana del 2018 la patata novella sul mercato di Napoli ha mostrato un prezzo di 0,23 euro/kg, stabile rispetto ai 7 giorni precedenti ma superiore del 28,6% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno".


Campi di patate dell'areale a ridosso di Napoli.

"Ritornando al fenomeno napoletano - sottolinea Giancarlo - già da diversi anni le produzioni in questo areale si sono notevolmente ridotte sia per una mancanza di ricambio generazionale, sia per il notevole impatto ambientale e mediatico che lega l'intero territorio campano alla cosiddetta terra dei fuochi. Quindi si può affermare che le produzioni napoletane sono ormai ridotte al minimo storico e, purtroppo, non si intravedono possibilità di ripresa a medio e breve termine".

"Molto bene, invece, la domanda sul mercato interno, con buone quotazioni di mercato per la patata di Siracusa. Si tratta della prima patata dell'anno, con periodi di raccolta che vanno dai primi di marzo fino ai primi di giugno a seconda delle condizioni climatiche delle varie annate. In ogni caso, la patata novella di Siracusa arriva in un periodo in cui nelle altre zone stanno ancora seminando".



"I primi ad apprezzare tale produzione sono stati senza dubbio i Tedeschi, che da subito hanno individuato in questo prodotto il massimo delle caratteristiche organolettiche e salutistiche. A prova di ciò sono i volumi di esportazione di novella di Siracusa che, dal 1975 fino agli anni 2000, hanno varcato i confini nazionali verso la Germania. Le varietà particolarmente apprezzate dal mercato tedesco sono le tipologie novelle, lunghe a pasta gialla, come Marabel, Timate e Bellini".

"Si tratta di tuberi esclusivamente a pasta gialla, con un contenuto elevato di sostanza secca, caratteristica indispensabile per gli utilizzi culinari. Difatti per la trasformazione in chip o stick occorre un tenore elevato di sostanza secca che assicura una buona colorazione del prodotto. Inoltre presentano anche una bassa quantità di zuccheri riduttori, il che evita l'imbrunimento durante la frittura".

"La varietà Bellini può essere immagazzinata per lunghi periodi in celle frigorifere. L'avvento di nuove varietà che non presentano le caratteristiche sopracitate ha allontanato il mercato tedesco dalle nostre produzioni di pregio tanto apprezzate".



"Commercializzo patate dell'areale campano con ottimi risultati - racconta un operatore del settore - grazie alla selezione di produttori che seguo personalmente a partire dalle fasi iniziali della produzione per ottenere un ottimo prodotto che in quest'annata difficile ha mantenuto prezzi medi che oscillano tra i 15/20 centesimi al Kg. Posso confermare che la produzione della patata in Campania, negli ultimi anni, è stata progressivamente dismessa - non solo per via del fatto che molti operatori del settore associano i prodotti agroalimentari provenienti dai terreni tra Caserta e Napoli alla Terra dei fuochi - ma anche al passaparola sbagliato secondo cui la patata di Napoli sarebbe un pessimo prodotto perché più sensibile al marciume".


"Attualmente, in Campania, la coltivazione della patata tipica del territorio rimane sporadica e limitata, mentre stanno crescendo nuove aree produttive soprattutto in Puglia e nel Lazio a ridosso di comune di Fiumicino (RM) dove si coltiva un ottimo prodotto. Certamente, senza voler fare confronti, la patata di Siracusa è di livello superiore, perché si tratta di una varietà che a partire dal seme di per sé più pregiato e più costoso, ha rese per ettaro minori rispetto al prodotto campano. La resa media per ettaro della patata di Siracusa, infatti, è appena sotto i 300 quintali, rispetto ai 700 quintali della patata napoletana con una ricaduta sulle migliori proprietà organolettiche e di gusto"

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